Agnolo Bronzino

Il ritrattista della fredda eleganza.
Bronzino fu pittore di corte dei Medici. I suoi ritratti sono perfettamente levigati ed emotivamente riservati.
Agnolo Bronzino nacque a Firenze nel 1503. Era figlio di un macellaio, e non è chiaro da dove venga il soprannome Bronzino. Forse allude a una carnagione scura. Fu presto allievo di Pontormo e lavorò come suo aiuto negli anni Venti del Cinquecento, tra l'altro nella Cappella Capponi in Santa Felicita. Il rapporto con il maestro fu stretto e durò tutta la vita.
Intorno al 1539 iniziò a lavorare per il duca Cosimo I de’ Medici, che voleva rafforzare il suo nuovo potere attraverso l'arte. Bronzino divenne il principale ritrattista della corte. Il suo ritratto della duchessa Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni, del 1545 circa e oggi agli Uffizi, è una delle sue opere più celebri. Il motivo del suo abito di broccato è riprodotto fin nel minimo dettaglio. Decorò anche una cappella per Eleonora in Palazzo Vecchio. Altri ritratti famosi sono quello di Lucrezia Panciatichi agli Uffizi e quello di un giovane con un libro al Metropolitan Museum di New York.
I ritratti di Bronzino sono levigati e freddi. La pelle sembra porcellana, e i modelli ci guardano con uno sguardo controllato e distaccato. Abiti, gioielli e architetture sono dipinti con estrema precisione. Sono immagini di potere e di rango, non di sentimenti. La sua opera mitologica più nota è l'Allegoria con Venere e Cupido alla National Gallery di Londra, del 1545 circa. Fu inviata in dono al re di Francia Francesco I. Il dipinto è pieno di figure enigmatiche ed è stato interpretato in molti modi, ma manca una spiegazione univoca.
Bronzino fu anche poeta e membro dell'Accademia Fiorentina. Scrisse sia sonetti seri alla maniera di Petrarca sia rime burlesche e scherzose. Non si sposò mai. Visse con la famiglia del suo allievo Alessandro Allori, che in seguito si definì nipote di Bronzino. Bronzino morì a Firenze nel 1572.
I suoi ritratti fecero scuola per il ritratto di corte in Europa per lungo tempo. Mostrano i principi immobili, elevati e quasi disumanamente perfetti.