Pontormo

Il pittore inquieto del Manierismo.
Pontormo era un solitario ansioso che viveva a Firenze. La sua Deposizione non ha la croce e le figure fluttuano in colori stridenti.
Pontormo si chiamava in realtà Jacopo Carucci e nacque nel 1494 a Pontorme, vicino a Empoli, da cui prese il nome. Rimasto presto orfano, giunse giovane a Firenze. Secondo Vasari lavorò brevemente presso diversi maestri, tra cui Leonardo da Vinci e Piero di Cosimo, prima di diventare allievo di Andrea del Sarto. Le notizie sui primi maestri sono però incerte.
Fu notato presto. Intorno al 1520 dipinse una grande lunetta con un idillico soggetto campestre nella villa medicea di Poggio a Caiano. Negli anni Venti del Cinquecento fuggì dalla peste nella Certosa del Galluzzo, fuori Firenze, e vi affrescò storie della Passione di Cristo. In esse si vede quanto fosse stato colpito dalla grafica di Albrecht Dürer, cosa che gli valse le critiche di Vasari.
Il suo capolavoro è la Deposizione nella Cappella Capponi della chiesa di Santa Felicita a Firenze, dipinta intorno al 1525–28 e ancora nella sua collocazione originale. Non c'è croce, né sepolcro, e quasi nessun paesaggio. Le figure sembrano fluttuare in un vortice, e i colori sono rosa chiaro, azzurri e verdi acidi. I volti hanno occhi grandi e inquieti. L'immagine è una delle opere più importanti del primo Manierismo, in cui il calmo ordine del Rinascimento è sostituito da tensione e sentimento.
Pontormo è descritto come ansioso, schivo e difficile con cui lavorare. Secondo Vasari si fece costruire in casa una stanza a cui accedeva tramite una scala a pioli che ritirava dietro di sé. Il suo diario degli ultimi anni è conservato e parla soprattutto di ciò che mangiava e di come stava. La sua ultima grande opera, gli affreschi del coro di San Lorenzo, fu distrutta nel Settecento. Morì a Firenze a cavallo tra il 1556 e il 1557.
Il suo allievo Agnolo Bronzino proseguì il suo stile. A lungo Pontormo fu considerato una figura eccentrica, ma nel Novecento ricevette nuova attenzione, e oggi è ammirato per la sua pittura personale ed espressiva.