Nicolas Poussin

Il padre del classicismo francese.
Poussin visse a Roma e dipinse miti antichi e scene bibliche con logica e ordine. Divenne un modello per l'Accademia francese.
Nicolas Poussin nacque nel 1594 vicino a Les Andelys, in Normandia. Si dice che da giovane si sia appassionato alla pittura quando un pittore itinerante lavorò nella sua città. Intorno al 1612 si recò a Parigi, dove in condizioni difficili cercò di formarsi e di ottenere commissioni. Studiò tra l'altro le incisioni tratte da Raffaello e le sculture antiche delle collezioni reali.
Nel 1624 giunse a Roma, dove rimase quasi per tutto il resto della vita. Ebbe il sostegno del dotto collezionista Cassiano dal Pozzo, che gli diede accesso ai suoi studi sull'antichità. Nel 1630 sposò Anne-Marie Dughet, figlia di un cuoco francese residente a Roma. Dopo una grande pala d'altare per la basilica di San Pietro rinunciò alle commissioni pubbliche e dipinse invece quadri di formato minore per intenditori e collezionisti. Nel 1640 fu chiamato a Parigi da Luigi XIII e da Richelieu, ma non si trovò a suo agio tra gli intrighi di corte e due anni dopo tornò a Roma.
Poussin dipinse miti antichi, racconti biblici ed eventi storici con logica e chiarezza. Ogni gesto e ogni sguardo hanno un significato. Si dice che disponesse piccole figure di cera su un palcoscenico per mettere alla prova la composizione e la luce. Nei Pastori d'Arcadia, al Louvre, alcuni pastori leggono l'iscrizione «Et in Arcadia ego» su una tomba, un richiamo al fatto che la morte esiste anche in paradiso. Dipinse anche due serie sui sette sacramenti e, in età avanzata, Le quattro stagioni, anch'esse al Louvre. I suoi paesaggi tardi sono grandiosi e solenni.
Morì a Roma nel 1665. Era un pensatore che scriveva delle regole della pittura nelle lettere agli amici.
Poussin divenne il modello dell'Accademia francese. Alla fine del Seicento l'Accademia si divise in due schieramenti: i poussinisti, per i quali il disegno e l'idea erano l'elemento più importante, e i rubenisti, che mettevano al primo posto il colore. Il suo classicismo ha poi ispirato artisti da Jacques-Louis David a Paul Cézanne.