Giovanni Battista Tiepolo

Il virtuoso dei soffitti dipinti.
Tiepolo dipinse cieli luminosi popolati di dèi e angeli in palazzi da Venezia a Würzburg e Madrid. Fu l'ultimo grande decoratore veneziano.
Giovanni Battista Tiepolo nacque a Venezia il 5 marzo 1696. Il padre, un mercante e armatore, morì quando il figlio aveva un anno. Giovanni Battista fu apprendista del pittore Gregorio Lazzarini e fu influenzato anche da Paolo Veronese, le cui immagini luminose e festose erano ovunque in città. Nel 1719 sposò Cecilia Guardi, sorella dei pittori Francesco e Gianantonio Guardi. Ebbero molti figli, e i figli Giandomenico e Lorenzo divennero suoi aiuti.
La svolta per Tiepolo arrivò con gli affreschi del Palazzo arcivescovile di Udine negli anni Venti del Settecento. Divenne rapidamente il decoratore più richiesto d'Italia. A Palazzo Labia, a Venezia, dipinse la storia di Antonio e Cleopatra entro un'architettura sontuosa. Era così famoso che Carl Gustaf Tessin, a Venezia nel 1736, cercò di convincerlo a decorare il nuovo Palazzo reale di Stoccolma, ma il prezzo di Tiepolo era troppo alto.
La sua opera più grande si trova nella Residenza del principe-vescovo a Würzburg, in Germania, dove lavorò nel 1750–53 con i figli. Sopra lo scalone dipinse uno dei più grandi affreschi su soffitto del mondo, con Apollo e i quattro continenti. Uomini, animali e dèi si affollano lungo i bordi mentre al centro si apre un cielo azzurro chiaro. Tiepolo usava il di sotto in su, una prospettiva dal basso che fa sembrare le figure sospese sopra lo spettatore. I colori sono chiari e ariosi, ed egli lavorava con grande rapidità e sicurezza.
Nel 1762 fu chiamato a Madrid dal re di Spagna Carlo III per dipingere i soffitti del nuovo Palazzo reale. Lì incontrò la concorrenza del pittore neoclassico Anton Raphael Mengs, e il gusto cominciò a orientarsi verso uno stile più severo. Tiepolo morì a Madrid nel 1770.
Fu l'ultimo grande esponente della tradizione decorativa veneziana discesa da Veronese. Dopo la morte la sua arte fu a lungo considerata superata, ma oggi è ammirato come uno dei più grandi pittori del Settecento.