Vaso bianco e blu con draghi

La porcellana bianca e blu di Jingdezhen raggiunse la sua forma classica sotto l’imperatore Xuande. Il drago a cinque artigli era riservato all’imperatore.
Blu sotto la vetrina: il cobalto veniva dipinto sull’impasto non cotto e fissato con la cottura.
La porcellana bianca e blu, in cui il decoro è dipinto con il cobalto sotto la vetrina, si sviluppò in Cina durante la dinastia Yuan, nel XIV secolo. Era prodotta soprattutto a Jingdezhen, nella provincia dello Jiangxi, che divenne la più importante città della porcellana al mondo. Sotto la dinastia Ming, nel XV secolo, la produzione raggiunse il suo apice, in particolare sotto l’imperatore Xuande, che regnò dal 1426 al 1435. Il British Museum possiede una vasta collezione di questa porcellana.
I vasi di quest’epoca hanno spesso una forma netta ed elegante, con corpo tondeggiante e collo corto. Il decoro è dipinto in blu su fondo bianco. I draghi sono un motivo frequente. Il drago a cinque artigli era riservato all’imperatore e compariva sugli oggetti prodotti per la corte. I draghi si avvolgono spesso attorno al vaso tra nuvole od onde. I pezzi recano spesso il marchio di regno dell’imperatore, una breve iscrizione con il nome del periodo di regno.
La composizione è organizzata a fasce. Il decoro segue la forma del vaso, con fasce sottili al collo e al piede e una fascia più ampia attorno al corpo. Ciò crea equilibrio e ritmo. Il drago si muove attorno al vaso, e bisogna girarlo o girarvi intorno per vedere l’intero motivo.
La porcellana era fatta di caolino, un’argilla bianca, e di pietra da porcellana. Veniva cotta a temperature molto elevate, intorno ai 1300 gradi, diventando dura, bianca e in parte traslucida. Il cobalto era dipinto direttamente sulla superficie essiccata e non cotta, poi ricoperto di vetrina. Nel XV secolo parte del cobalto era importata dalla Persia: poteva produrre macchie scure, quasi nere, dove il colore si accumulava, oggi considerate un tratto distintivo dell’epoca. Presso la fornace imperiale di Jingdezhen gli archeologi hanno trovato enormi quantità di frammenti di porcellana scartata. Gli oggetti con il minimo difetto non potevano lasciare la manifattura e venivano distrutti, a riprova di quanto fosse severo il controllo.
La porcellana bianca e blu era prodotta sia per la corte sia per l’esportazione. Era venduta in gran parte del mondo, in Medio Oriente, nel Sud-est asiatico e più tardi in Europa. I motivi venivano talvolta adattati al gusto degli acquirenti. Il colore blu aveva un significato particolare nel mondo islamico, e modelli persiani hanno influenzato sia le forme sia i decori.
In Europa la porcellana cinese fu a lungo ricercatissima e costosa. Per secoli i produttori europei cercarono di imitarla. Gli olandesi realizzarono maiolica bianca e blu a Delft, e solo all’inizio del XVIII secolo si riuscì a produrre vera porcellana a Meissen, in Germania. Il concetto di porcellana finì per essere strettamente associato alla Cina.
La porcellana bianca e blu è oggi un simbolo della ceramica cinese. I pezzi imperiali del XV secolo sono tra gli oggetti più preziosi sul mercato dell’arte. Il British Museum espone un’ampia collezione in una galleria dedicata, dove si può vedere come lo stile sia cambiato nel tempo.