La Hudson River School e la natura selvaggia

La natura americana divenne il grande soggetto: terre selvagge, montagne e fiumi dipinti come la promessa di un paese nuovo.

Nella prima metà dell'Ottocento i pittori americani si rivolsero al paesaggio. L'Europa aveva cattedrali e rovine, ma l'America aveva la wilderness, la natura selvaggia. Thomas Cole, immigrato dall'Inghilterra, cominciò negli anni Venti dell'Ottocento a dipingere i monti Catskill e la valle del fiume Hudson, nello Stato di New York. Ebbe molti seguaci, e il gruppo fu poi chiamato Hudson River School.

I dipinti mostrano spesso una natura grandiosa in una luce dorata, con figure umane minuscole o del tutto assenti. Il paesaggio non era soltanto bello. Poteva esprimere sentimenti religiosi e patriottici: la natura era vista come opera di Dio e come segno che l'America aveva un futuro speciale. Al tempo stesso, la natura selvaggia stava già scomparendo sotto la spinta del disboscamento, delle ferrovie e delle città.

La generazione successiva, con Frederic Edwin Church e Albert Bierstadt, realizzò enormi vedute panoramiche delle Ande, delle cascate del Niagara e delle Montagne Rocciose. Le loro tele venivano esposte come attrazioni e richiamavano grandi folle paganti. Accanto ai paesaggisti, George Caleb Bingham dipinse la vita lungo il fiume Missouri e George Catlin i popoli nativi delle praterie.