Pop Art, Minimalismo e arte concettuale
Pubblicità, fumetti e consumi diventarono arte, mentre minimalisti e artisti concettuali eliminavano tutto tranne l'idea e la forma.
Intorno al 1960 giovani artisti di New York cominciarono a reagire alla gravità degli espressionisti astratti. Robert Rauschenberg e Jasper Johns introdussero nelle loro opere oggetti quotidiani, bandiere e bersagli. Ben presto Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Claes Oldenburg andarono oltre: fecero arte con barattoli di zuppa, vignette a fumetti e hamburger. Era nata la pop art.
Nello stesso tempo altri artisti andavano nella direzione opposta. I minimalisti Donald Judd, Dan Flavin, Carl Andre e Agnes Martin lavoravano con semplici forme geometriche, materiali industriali e serie. L'opera doveva essere ciò che era e nient'altro. Artisti concettuali come Sol LeWitt e Lawrence Weiner sostenevano che l'idea fosse più importante dell'oggetto finito.
Negli anni Settanta molti artisti abbandonarono del tutto la galleria. Robert Smithson costruì Spiral Jetty con pietre nel Great Salt Lake, e si affermarono la performance, la videoarte e l'arte femminista. Artiste come Judy Chicago e Miriam Schapiro misero in discussione chi avesse trovato posto nella storia dell'arte.