Les XX, Simbolismo e Art Nouveau
Intorno al 1890 Bruxelles era una delle città d'arte più aperte d'Europa. Il gruppo Les XX mostrava le ultime novità da Parigi, James Ensor e Fernand Khnopff dipingevano maschere e sogni, e Victor Horta creava l'Art Nouveau in ferro, vetro e pietra.
Nel 1883 venti giovani artisti si staccarono dai Salon ufficiali e fondarono Les XX, «I Venti». Ogni anno invitavano ospiti dall'estero, e nelle loro mostre a Bruxelles Seurat, Gauguin, van Gogh, Cézanne e Toulouse-Lautrec furono esposti prima e in modo più organico che quasi ovunque altrove. Dal 1894 l'erede La Libre Esthétique proseguì l'attività, presentando anche arti applicate e manifesti.
Il simbolismo ebbe in Belgio una forza particolare. Fernand Khnopff dipinse donne immobili ed enigmatiche e città vuote, ispirandosi al romanzo di Georges Rodenbach sulla Bruges morta, e Jean Delville dipinse visioni idealiste. James Ensor a Ostenda seguì una strada propria con maschere, scheletri e folle in colori stridenti, e Léon Spilliaert disegnò solitarie passeggiate a mare con l'inchiostro nero.
Nello stesso periodo si rinnovarono l'architettura e il design. Nell'Hôtel Tassel del 1893, spesso considerato la prima casa Art Nouveau, Victor Horta rese visibile la struttura in ferro e la piegò in linee vegetali. Henry van de Velde progettò case, mobili e rilegature prima di trasferirsi in Germania, e Constantin Meunier fece di minatori e scaricatori di porto degli eroi in bronzo.