L’età georgiana
Hogarth mise in satira Londra, Gainsborough e Reynolds ritrassero le nuove fortune e la Royal Academy diede per la prima volta agli artisti britannici un'istituzione propria.
Nel Settecento la Gran Bretagna ebbe per la prima volta una solida comunità artistica propria. In precedenza i principali pittori di corte erano stati stranieri. Ora si formava un pubblico nazionale fatto di mercanti, proprietari terrieri e di un ceto medio che leggeva. William Hogarth si rivolse a loro con serie di incisioni sui vizi e le follie di Londra, vendute in migliaia di esemplari. Si batté anche per i diritti e l'indipendenza economica degli artisti e divenne il simbolo di un'arte inglese consapevole di sé.
Il ritratto restava il genere più importante, ma si trasformò. Thomas Gainsborough collocò i suoi modelli nel paesaggio inglese, e Joshua Reynolds conferì loro la dignità dell'antichità e del Rinascimento. La Royal Academy fu fondata nel 1768, con Reynolds come primo presidente, e offrì agli artisti sia una formazione sia mostre annuali. Il pittore di cavalli George Stubbs e Joseph Wright of Derby, che dipingeva esperimenti scientifici in una luce drammatica, dimostrarono che nuovi soggetti potevano diventare grande arte. Gli artisti acquisirono così uno status che prima non avevano.
L'architettura era dominata dal palladianesimo, un classicismo rigoroso che prendeva a modello Inigo Jones e Andrea Palladio. Intorno alle residenze di campagna si crearono parchi paesaggistici dall'aspetto naturale ma attentamente progettati, con laghi, sentieri sinuosi e piccoli templi. Il giardino all'inglese divenne un prodotto d'esportazione che si diffuse in tutta Europa, anche in Svezia. Nello stesso tempo cominciava la rivoluzione industriale, e imprenditori come Josiah Wedgwood producevano oggetti di pregio per un mercato in crescita. Gli edifici del revival gotico rivelavano intanto un nuovo interesse per il Medioevo.