Il Medioevo normanno e gotico

Alle imponenti cattedrali normanne seguì un gotico propriamente inglese, con guglie vertiginose, volte a ventaglio e ricami ricercati in tutta Europa.

Dopo la conquista del 1066 i Normanni costruirono castelli e cattedrali a un ritmo senza precedenti. Le chiese erano massicce e romaniche, con archi a tutto sesto e pilastri poderosi. A Durham, già intorno al 1100, si sperimentarono le volte a crociera costolonate che sarebbero poi diventate il segno distintivo del gotico. La pietra doveva dimostrare che i nuovi signori erano venuti per restare, e quasi ogni cattedrale anglosassone fu demolita e ricostruita nel giro di un paio di generazioni. I castelli furono costruiti dapprima in terra e legno, ma vennero presto sostituiti da torri di pietra.

Dalla fine del XII secolo prese il sopravvento il gotico. L’Inghilterra ne sviluppò una variante propria, che gli storici dividono in tre fasi: lo stile Early English, il gotico decorato e il gotico perpendicolare. Le cattedrali divennero lunghe e basse anziché alte come in Francia. Ebbero guglie appuntite, finestre ricchissime e infine le volte a ventaglio che non esistono altrove. Salisbury, Wells, Lincoln e Gloucester mostrano queste fasi una dopo l’altra. Ogni fase aveva forme proprie per finestre, volte e ornamenti.

Le arti figurative vivevano nei libri, nelle vetrate e nei tessuti. I ricami inglesi in oro e seta, l’opus anglicanum, erano venduti a papi e re in tutta Europa. I miniatori crearono bibbie e salteri nei cui margini si affollano contadini e giullari della vita quotidiana. Verso la fine del periodo fu dipinto il Dittico Wilton, una delle opere più belle del gotico internazionale. Gran parte dell’arte sacra medievale fu poi distrutta durante la Riforma, e ciò che resta è perciò particolarmente prezioso. Le vetrate di Canterbury e di York lasciano intuire quanto fossero un tempo vivaci di colori le chiese.