L’età Stuart e il Barocco

Carlo I collezionò la migliore arte d'Europa e fece celebrare il proprio potere da Rubens e van Dyck, prima che la guerra civile gli costasse la testa e Wren costruisse una nuova Londra dalle ceneri.

Quando Giacomo VI di Scozia divenne re d'Inghilterra nel 1603, ebbe inizio un secolo di grandi contrasti. L'arte seguì da vicino la politica. L'architetto Inigo Jones introdusse il classicismo puro che aveva studiato in Italia, e Carlo I collezionò dipinti di Tiziano, Raffaello e Mantegna e prese al suo servizio Antonie van Dyck come pittore di corte. La corte divenne una delle più raffinate d'Europa, ma anche sempre più isolata da un paese in cui le idee puritane si facevano sempre più forti.

La guerra civile degli anni Quaranta del Seicento si concluse con l'esecuzione del re nel 1649, davanti alla sua stessa Banqueting House. La sua collezione fu venduta e dispersa in tutta Europa, e nelle chiese furono distrutte molte delle immagini sopravvissute alla Riforma. Dopo la Restaurazione del 1660 tornò la monarchia e con essa il ritratto di corte, dipinto ora dall'olandese Peter Lely. I ritratti divennero più leggeri, più sensuali e più attenti alla moda, al passo con lo stile di vita della nuova corte. Nello stesso tempo i signori della campagna inglese adottarono il ritratto come mezzo per mostrare il proprio posto nella società.

Il grande incendio di Londra del 1666 offrì a Christopher Wren l'occasione di costruire una nuova città. La sua cattedrale di St Paul e cinquanta nuove chiese diedero a Londra un profilo barocco di cupole e guglie. Intorno al 1700 furono costruiti immensi palazzi come Blenheim e Castle Howard, e Greenwich ebbe una sala dipinta da James Thornhill. Alla morte della regina Anna, nel 1714, Inghilterra e Scozia si erano unite nella Gran Bretagna. L'ordine classico e pacato avrebbe segnato la successiva età georgiana.