Le Grand Siècle – classicismo e Barocco
Sotto Luigi XIV l'arte divenne parte dell'apparato dello Stato, e Versailles divenne il modello dell'Europa.
Il Seicento francese è spesso chiamato le Grand Siècle, il grande secolo. La Francia divenne lo Stato più potente d'Europa, e all'arte toccò il compito di dimostrarlo. Nella prima metà del secolo i pittori lavoravano con linguaggi molto diversi. Simon Vouet riportò da Roma un barocco luminoso e decorativo. Georges de La Tour, in Lorena, dipingeva figure nel quieto chiarore delle candele, e i fratelli Le Nain ritraevano contadini con una dignità insolita.
Due dei maggiori pittori francesi del tempo trascorsero quasi tutta la vita a Roma. Nicolas Poussin dipinse severe scene di storia antica e della Bibbia, costruite con la chiarezza di un dramma. Claude Lorrain dipinse paesaggi ideali immersi in una luce dorata. Divennero i modelli di un atteggiamento classico che in Francia veniva spesso contrapposto al barocco più emotivo dell'Italia e delle Fiandre. Entrambi vendevano le loro opere a collezionisti di tutta Europa.
Quando Luigi XIV assunse personalmente il potere nel 1661, tutto si concentrò intorno al re. Il suo ministro Colbert organizzò l'arte come una questione di Stato. Accademie, manifatture e uffici delle costruzioni lavoravano verso lo stesso obiettivo. Charles Le Brun diresse la decorazione di castelli e palazzi, e la reggia di Versailles crebbe fino a diventare un'opera immensa in cui architettura, giardino, pittura e scultura dovevano celebrare il Re Sole. Versailles fu poi imitata da principi di tutta Europa, anche in Svezia.