Van Gogh, Ensor e l’Art Nouveau

Vincent van Gogh, James Ensor e i saloni di Bruxelles portarono i Paesi Bassi e il Belgio al centro del modernismo.

Intorno al 1885 una nuova generazione di artisti cominciò a rompere sia con le accademie sia con il grigio realismo della Scuola dell'Aia. Il più noto di loro, Vincent van Gogh, iniziò come allievo della Scuola dell'Aia ma trovò in Francia il suo stile dai colori intensi. In vita non vendette quasi nulla. Oggi è uno degli artisti più famosi al mondo, e la sua vita è diventata il mito del genio incompreso. Il mito è vero solo in parte: era un artista molto colto e consapevole.

Negli stessi anni il Belgio fu uno dei paesi europei più aperti all'arte nuova. A Bruxelles il gruppo di artisti Les XX organizzava mostre a cui invitava i pittori più radicali d'Europa, da Seurat a Gauguin e van Gogh. James Ensor, a Ostenda, dipingeva maschere e scheletri in colori stridenti. Fernand Khnopff creava enigmatiche immagini simboliste. Il Belgio divenne un centro del Simbolismo, sia in pittura sia in letteratura. Il pubblico di Bruxelles poté vedere più arte nuova di quello della maggior parte delle altre capitali.

A cavallo del secolo Bruxelles ebbe anche una nuova architettura. Victor Horta e Henry van de Velde crearono l'Art Nouveau, uno stile dalle linee sinuose ispirate alle piante, in ferro, vetro e legno. Ad Amsterdam Hendrik Petrus Berlage costruì la sua Borsa in un'architettura di mattoni sobria e sincera. Intanto il giovane Piet Mondriaan cominciava a dipingere paesaggi sempre più semplificati. Tutto questo preparò l'arte astratta che sarebbe venuta dopo il 1914. Fu un'epoca di idee nuove insolitamente numerose.