La Moscovia e lo zarato

Quando Mosca si liberò dei mongoli, il Cremlino fu ricostruito da architetti italiani e sulla Piazza Rossa sorse la cattedrale di San Basilio. La pittura di icone si fece più ricca, più luminosa e sempre più minuziosa.

Nel 1480 cessò il tributo all'Orda d'Oro, e Ivan III poté fare di Mosca la capitale di un regno in espansione. Affidò ad architetti italiani la ricostruzione del Cremlino: Aristotele Fioravanti progettò la cattedrale della Dormizione, e le mura e le torri in mattoni del Cremlino ripresero tratti dell'architettura castellana dell'Italia settentrionale.

Ivan IV, il primo a essere incoronato zar nel 1547, fece costruire sulla Piazza Rossa la cattedrale di San Basilio in ricordo della conquista di Kazan'. Con le sue variopinte cupole a cipolla e le sue cappelle simili a torri, divenne un simbolo della Russia. Nella pittura di icone Dionisij portò avanti l'eredità di Rublëv con figure chiare e slanciate.

Nel XVII secolo l'arte divenne più narrativa e decorativa. La scuola Stroganov dipingeva piccole icone preziose come gioielli per ricchi mercanti, e Simon Ušakov, pittore di corte dello zar, iniziò ad adottare elementi della pittura occidentale: modellato, luce e ombra. Nello stesso tempo i primi ritratti, le parsune, nacquero dalla tradizione dell'icona.