Gerrit Rietveld

Gerrit Rietveld
Oscar at Dutch Wikipedia, CC BY-SA 3.0

Gerrit Rietveld era un ebanista e divenne architetto. La sua sedia rosso-blu e la casa Schröder a Utrecht sono le opere più celebri di De Stijl, in cui piani, linee e colori puri trasformano la vita quotidiana in arte.

Gerrit Rietveld nacque nel 1888 a Utrecht, figlio di un ebanista, e dall'età di undici anni lavorò nella bottega paterna. Frequentò corsi serali di disegno e architettura e nel 1917 aprì una propria bottega di mobili. Nello stesso anno, o in quello successivo, realizzò la prima versione della sedia che sarebbe poi diventata la sedia rosso-blu. Entrò in contatto con il gruppo De Stijl, con Theo van Doesburg e Piet Mondrian, che voleva creare una nuova arte di linee rette e colori primari.

La sedia di Rietveld fu dipinta in rosso, blu, giallo e nero e divenne un simbolo di De Stijl. La sua grande affermazione come architetto fu la casa Schröder a Utrecht, che costruì nel 1924 insieme a Truus Schröder-Schräder. Disegnò anche la sedia Zig-Zag, abitazioni a Utrecht e a Vienna e, negli anni Cinquanta, il padiglione dei Paesi Bassi alla Biennale di Venezia. La sua ultima grande opera, il Museo Van Gogh di Amsterdam, fu completata dopo la sua morte.

Rietveld morì nel 1964 a Utrecht, nella casa Schröder, dove visse gli ultimi anni. È considerato uno dei più importanti architetti e designer olandesi del Novecento. La casa Schröder è diventata patrimonio dell'umanità nel 2000, e i suoi mobili sono tuttora prodotti. La sua opera mostra come la sensibilità di un falegname per i materiali e la costruzione potesse unirsi alle idee dell'avanguardia.