Jacques-Germain Soufflot

Soufflot studiò l'antichità in Italia e rilevò i templi di Paestum. Nel Panthéon volle unire la leggerezza del gotico alla chiarezza greca: una delle prime grandi opere del neoclassicismo.
Jacques-Germain Soufflot nacque nel 1713 a Irancy, vicino ad Auxerre in Borgogna, figlio di un giurista. Avrebbe dovuto seguire la carriera del padre, ma fu attratto dall'architettura e si recò a Roma, dove dal 1731 trascorse diversi anni, tra l'altro all'Accademia di Francia, studiando edifici antichi e moderni. Al ritorno si stabilì a Lione, dove divenne rapidamente il principale architetto della città. Progettò la lunga facciata dell'ospedale Hôtel-Dieu lungo il Rodano, la Loggia del Cambio e un nuovo teatro. Nel 1749–1751 viaggiò in Italia come accompagnatore del marchese di Marigny, futuro sovrintendente degli edifici del re, visitando tra l'altro i templi greci di Paestum.
Il viaggio diede a Soufflot una posizione forte quando Marigny assunse la direzione degli edifici reali. Nel 1755 ricevette l'incarico di progettare una nuova chiesa per Sainte-Geneviève, patrona di Parigi. La prima pietra fu posta da Luigi XV nel 1764. L'edificio ha una pianta a croce greca e un'alta cupola, ma l'interno è sostenuto da colonne corinzie isolate anziché da pesanti pilastri. Soufflot voleva unire la leggerezza costruttiva del gotico alle forme chiare dell'antichità e impiegò rinforzi di ferro nascosti nella pietra. Ne nacque una delle prime grandi opere neoclassiche d'Europa. Progettò anche la Facoltà di Giurisprudenza nella stessa piazza.
Soufflot morì nel 1780 e la chiesa fu completata nel 1790 dal suo collaboratore Jean-Baptiste Rondelet, dopo che cedimenti e crepe avevano destato preoccupazione per la struttura. Durante la Rivoluzione divenne un monumento funebre nazionale, il Panthéon, dove sono sepolti i grandi uomini e le grandi donne di Francia. L'edificio divenne il modello di chiese a cupola e parlamenti in diversi paesi. Soufflot contribuì a portare l'architettura francese dal Rococò a un classicismo più severo, ispirato all'antico. In Svezia questo nuovo classicismo arrivò sotto Gustavo III, quando architetti come Adelcrantz, Tempelman e il francese Louis Jean Desprez trassero spunti da Parigi, e svedesi formati in Francia diffusero il classicismo accademico attraverso l'Accademia di Belle Arti.