Cattedrale di Chartres

Dopo un incendio nel 1194 la cattedrale fu ricostruita in circa trent’anni, il che la rende insolitamente omogenea. Possiede una delle più grandi collezioni al mondo di vetrate medievali, con il celebre «blu di Chartres». Le due torri occidentali sono diverse: una è romanica e semplice, l’altra tardomedievale e appuntita.
Chartres era una delle mete di pellegrinaggio più importanti della Francia, perché dal IX secolo la cattedrale possedeva una reliquia ritenuta la veste della Vergine Maria. Quando la cattedrale romanica bruciò nel 1194, la reliquia si salvò nella cripta, il che fu interpretato come un segno che Maria desiderava una chiesa nuova e ancora più grande. Vescovo, capitolo, nobiltà e borghesi contribuirono alla costruzione, e diverse corporazioni donarono vetrate in cui sono raffigurati i loro mestieri. La cattedrale fu costruita con calcare di una cava vicina. La parte principale era compiuta intorno al 1220, e la consacrazione definitiva avvenne nel 1260. La facciata occidentale con il Portail royal, le torri e la cripta sopravvissero all’incendio e furono inglobate nella nuova chiesa. I costruttori sono ignoti.
Chartres è considerata la prima cattedrale del gotico maturo. La parete della navata centrale ha tre livelli: arcate, un basso triforio e un alto cleristorio, dove ogni campata ha due finestre a sesto acuto e un piccolo rosone. Ciò fu possibile grazie ad archi rampanti previsti fin dall’inizio come parte della struttura. Le volte sono a crociera costolonata quadripartite, una soluzione più semplice delle precedenti volte esapartite. Il Portail royal, del 1150 circa, ha statue slanciate di re e regine della Bibbia che sembrano nascere dalle colonne. I portali del transetto sono gremiti di centinaia di sculture. Nel pavimento della navata si trova un labirinto che i pellegrini potevano percorrere. Le vetrate coprono quasi tutte le finestre, e una delle più antiche è Notre-Dame de la Belle Verrière.
La cattedrale superò sorprendentemente bene le guerre di religione e la Rivoluzione. La torre nord ricevette la sua guglia appuntita tardomedievale all’inizio del Cinquecento. Nel 1836 bruciò la capriata di legno, sostituita da una struttura in ferro rivestita di rame, che ha dato al tetto il suo colore verde. Durante entrambe le guerre mondiali le vetrate furono smontate e nascoste per proteggerle dalle bombe. Dagli anni Duemila un ampio restauro ha pulito le finestre e dipinto l’interno di chiaro, il che ha suscitato discussioni perché ha cambiato il carattere scuro dello spazio. Chartres è diventata patrimonio dell’umanità nel 1979. Con la sua architettura omogenea, le sue sculture e le sue vetrate divenne il metro di misura del gotico maturo francese e delle cattedrali costruite a Reims, ad Amiens e oltre, in tutta Europa.