Padiglione cinese di Drottningholm

Padiglione cinese di Drottningholm, Drottningholm
Arild Vågen, CC BY-SA 4.0

Nel 1753 Adolfo Federico regalò alla regina Luisa Ulrica un padiglione cinese. Fu sostituito nel 1763–1769 dall’attuale Padiglione cinese, progettato da Adelcrantz. Tetti incurvati, motivi cinesi ed europei e i colori chiari del rococò ne fanno uno dei più raffinati edifici rococò del Nord.

Per il compleanno della regina Luisa Ulrica nel 1753 il re Adolfo Federico la sorprese con un padiglione cinese nel parco di Drottningholm. Era stato costruito in parti a Stoccolma e montato in segreto. Il padiglione era di legno e non resistette al clima, e negli anni Sessanta del Settecento fu sostituito dall’edificio attuale, eretto nel 1763–1769 su progetto di Carl Fredrik Adelcrantz. L’edificio è in mattoni intonacati e legno. Nella Svezia del Settecento l’interesse per la Cina era grande. La Compagnia svedese delle Indie Orientali, fondata nel 1731, importava porcellane, sete, tè e lacche da Canton, e gli oggetti cinesi divennero un bene di lusso che i ricchi volevano esibire. Luisa Ulrica collezionava sia arte sia naturalia, e il padiglione si accordava con il suo interesse per l’esotico.

Il complesso è formato da un edificio principale con un salone centrale e due basse ali che si curvano in quarti di cerchio, oltre a padiglioni indipendenti. I tetti sono incurvati e decorati con ornamenti di ispirazione cinese, e le facciate sono dipinte in rosso, giallo e verde. L’interno mescola autentici oggetti cinesi, come pannelli laccati, porcellane e carte da parati, con il rococò europeo. Il salotto rosso e quello giallo hanno pannelli laccati e intagli, mentre in altre stanze dominano le forme francesi con cartigli rococò e dorature. Non è una casa cinese, ma una fantasia europea sulla Cina. Poco distante si trova Kanton, un piccolo villaggio costruito per gli artigiani che producevano seta e altre merci.

Dopo l’epoca di Luisa Ulrica il Padiglione cinese fu usato meno, e nell’Ottocento andò in rovina. Negli anni Novanta del Novecento fu condotto un ampio restauro, durante il quale facciate, tetti e interni furono riportati all’aspetto settecentesco. Dal 1991 il Padiglione cinese fa parte del patrimonio dell’umanità di Drottningholm insieme al castello e al teatro. L’edificio è considerato uno degli esempi meglio conservati in Europa di padiglione cinese, la cosiddetta chinoiserie, e mostra come il commercio svedese con la Cina abbia influenzato sia l’arte sia l’architettura. I motivi cinesi si diffusero poi nelle residenze di campagna svedesi, su carte da parati, porcellane e tessuti. Il Padiglione cinese rappresenta anche la giocosità del rococò in Svezia e fa da contrappeso al severo barocco della Drottningholm di Tessin, a poche centinaia di metri di distanza.