Teatro dell’Opera di Oslo

Teatro dell’Opera di Oslo, Bjørvika, Oslo
Pierre Blaché, CC0

Il teatro dell’opera emerge dal fiordo come un lastrone di ghiaccio di marmo bianco, e si può camminare sul tetto fino in cima. L’interno è rivestito di rovere. L’edificio ha mostrato come una casa della cultura possa essere uno spazio pubblico per tutti, non solo per il pubblico degli spettacoli.

L’opera nazionale norvegese era rimasta a lungo senza una sede propria, e alla fine degli anni Novanta lo Storting decise di costruire un nuovo teatro dell’opera a Bjørvika, un’area portuale e di traffico sull’Oslofjord. Nel 2000 si tenne un concorso internazionale, vinto dallo studio di architettura norvegese Snøhetta. I lavori durarono dal 2003 al 2008 e l’edificio fu inaugurato nell’aprile 2008. L’opera segnò l’inizio di una grande trasformazione di Bjørvika in un nuovo quartiere. Gli architetti volevano che l’edificio fosse un luogo pubblico per tutti, non solo per il pubblico dell’opera, e per questo resero il tetto praticabile. Il tetto e le superfici inclinate furono rivestiti di marmo bianco italiano di Carrara, e alcuni artisti contribuirono a disegnare il motivo nella pietra.

L’edificio ha tre parti principali: il tetto in pendenza che sale dall’acqua, la grande sala al centro e la torre scenica che si erge sopra tutto, rivestita di pannelli di alluminio con un motivo decorativo. Sotto il tetto si trova un grande foyer con pareti di vetro verso il fiordo, e al centro del foyer sorge la parete esterna della sala, una parete ondulata di rovere chiamata parete a onda, che conduce il pubblico verso la sala. La sala ha forma a ferro di cavallo ed è rivestita di rovere scuro, che dona calore e una buona acustica. Dietro si trovano laboratori, sale prove e uffici, dove si realizzano scenografie e costumi. Nel fiordo davanti all’edificio galleggia una scultura di vetro di Monica Bonvicini, She Lies.

L’opera è diventata rapidamente uno dei luoghi più visitati di Oslo, e il tetto è usato da abitanti e turisti per passeggiare, prendere il sole e godersi la vista. Nel 2009 l’edificio ha ricevuto il premio dell’Unione europea per l’architettura, il Premio Mies van der Rohe. Il marmo si è rivelato difficile da mantenere e alcune lastre hanno dovuto essere sostituite. Da allora Bjørvika si è riempita di nuovi edifici, tra cui il Museo Munch e la nuova biblioteca centrale Deichman, e la zona è diventata il nuovo centro culturale di Oslo. L’opera è diventata un modello di come gli edifici culturali possano trasformarsi in spazi pubblici. Anche in Svezia è stata citata come esempio quando le città hanno progettato nuove case della cultura sull’acqua, e mostra come un’architettura nordica possa unire paesaggio, materiali e dimensione pubblica.