Pantheon

Pantheon, Roma
NikonZ7II, CC BY-SA 4.0

Dietro una fronte templare di colonne di granito si apre uno spazio circolare, alto quanto è largo: 43 metri. La cupola è gettata in calcestruzzo che si fa più leggero verso l’alto e ha in cima un’apertura, l’oculo. Il Pantheon divenne chiesa nel VII secolo ed è quindi in uso ininterrottamente da quasi 1900 anni.

Il primo Pantheon fu costruito da Agrippa, collaboratore di Augusto, intorno al 25 a.C., ma andò distrutto da un incendio. L’edificio attuale fu eretto sotto Adriano, all’incirca tra il 113 e il 125 d.C., come mostrano tra l’altro i bolli sui mattoni. Adriano lasciò comunque il nome di Agrippa nell’iscrizione sopra il pronao, come se il tempio fosse stato soltanto restaurato. L’architetto è ignoto. Il segreto della cupola è il calcestruzzo romano, una miscela di malta di calce, sabbia vulcanica e pietrisco. I costruttori scelsero inerti sempre più leggeri man mano che salivano: travertino pesante in basso, poi tufo e laterizio e in cima pomice leggera. Le pareti contengono inoltre archi di scarico nascosti in mattoni. Le sedici colonne del pronao sono monoliti di granito trasportati via mare dall’Egitto.

L’altezza della rotonda è pari al suo diametro, così che una sfera ideale potrebbe esservi contenuta. La cupola ha cinque anelli di 28 cassettoni ciascuno, che la alleggeriscono e al tempo stesso catturano la luce. L’unica luce entra dall’oculo, e la macchia di sole si sposta sulle pareti nel corso della giornata. Quando piove l’acqua cade direttamente all’interno; il pavimento è leggermente inclinato e ha piccoli fori di scolo. Il pavimento è disposto secondo un disegno di cerchi e quadrati in marmi colorati e porfido. Lungo la parete profonde nicchie si alternano a piccole edicole simili a templi. Tra il pronao rettangolare e la rotonda si trova un corpo intermedio che mostra chiaramente l’unione di due forme. La cupola è ancora oggi la più grande del mondo in calcestruzzo non armato.

Nel 609 l’imperatore bizantino donò l’edificio al papa, che lo consacrò come chiesa dedicata a Maria e ai martiri. Questo lo salvò dallo spoglio delle pietre. Le tegole di bronzo dorato furono invece asportate già nel VII secolo, e negli anni Venti del Seicento papa Urbano VIII fece fondere il bronzo della copertura del pronao. Due campanili aggiunti nel Seicento furono demoliti alla fine dell’Ottocento. Qui sono sepolti Raffaello e i primi re d’Italia. Il Pantheon è stato il modello di innumerevoli edifici a cupola, dalle chiese rinascimentali e dalle ville di Palladio a musei, biblioteche e all’università di Thomas Jefferson in Virginia. Architetti svedesi come Nicodemus Tessin il Giovane studiarono attentamente l’edificio a Roma, e rotonde nello spirito del Pantheon comparvero in castelli e parchi nordici.