Porta Nigra

La porta nera è la porta urbica romana meglio conservata a nord delle Alpi. Grandi blocchi di arenaria furono posati senza malta, tenuti insieme da grappe di ferro. La porta si è salvata perché nell'XI secolo divenne una chiesa, e oggi è di nuovo isolata.
Augusta Treverorum, l'odierna Treviri, era una delle città romane più importanti a nord delle Alpi e in seguito sede imperiale. La città ebbe una cinta muraria con diverse porte, e la Porta Nigra fu costruita intorno al 170 d.C. come porta settentrionale. È realizzata in arenaria grigia locale. I blocchi pesano fino a sei tonnellate e furono posati senza malta; erano tenuti insieme da grappe di ferro fissate con piombo. I lavori non furono mai del tutto completati, e alcune superfici non vennero mai rifinite. Il nome Porta Nigra, la porta nera, è medievale e si riferisce al colore scuro della pietra.
La porta ha due torri che sporgono verso l'esterno e tra di esse due fornici. Dietro si trovava un cortile che poteva essere chiuso da ulteriori porte, così che i nemici penetrati all'interno restassero intrappolati. Le facciate sono scandite da file di archi con semicolonne, su più piani, un modo tipicamente romano di conferire dignità a una fortificazione.
Nell'XI secolo il monaco greco Simeone si stabilì come eremita nella porta. Dopo la sua morte l'arcivescovo fece trasformare la porta in una chiesa a due piani, e vi fu aggiunto un coro romanico. Nel 1804 Napoleone fece rimuovere gran parte della chiesa, e la porta romana fu liberata. L'abside fu lasciata in piedi. Nel 1986 la Porta Nigra è entrata a far parte del patrimonio dell'umanità insieme ai monumenti romani, al duomo e alla chiesa di Nostra Signora di Treviri. La porta mostra come gli edifici antichi venissero spesso salvati grazie a un nuovo utilizzo.