Wieskirche

Wieskirche, Steingaden, Baviera
Mattana, Public domain

Una chiesa di pellegrinaggio in mezzo a un prato, costruita intorno a una scultura lignea del Cristo flagellato che si diceva avesse pianto. All’esterno è semplice; all’interno tutto è bianco, oro e colori chiari, con un soffitto dipinto che sembra aprirsi verso il cielo. Il rococò nella sua forma più esultante.

Intorno al 1730 i monaci premostratensi del monastero di Steingaden fecero intagliare una figura del Cristo flagellato da portare nella processione del Venerdì santo. La figura finì poi presso una famiglia di contadini in una fattoria sul prato, die Wies, e nel 1738 la contadina affermò di aver visto lacrime nei suoi occhi. I pellegrini cominciarono ad accorrere, e una piccola cappella presto non bastò più. L’abate del monastero affidò a Dominikus Zimmermann l’incarico di costruire una chiesa di pellegrinaggio, eretta all’incirca nel 1745–1754. Suo fratello Johann Baptist Zimmermann, pittore di corte a Monaco, dipinse gli affreschi del soffitto e lavorò agli stucchi. La chiesa è costruita in pietra e mattoni con facciate intonacate, e stucco, legno e colore sono stati usati per creare uno spazio che doveva sembrare un’anticipazione del cielo.

La navata è ovale e circondata da un giro di pilastri binati, che forma un luminoso deambulatorio lungo le pareti esterne. Le finestre hanno forme diverse e sono disposte su più livelli, e la luce entra quindi da molte direzioni. Il soffitto è una volta ribassata, e l’affresco raffigura Cristo che ritorna alla fine dei tempi, con la porta del paradiso chiusa e il trono vuoto del giudice. Il dipinto fa sembrare che la volta si apra verso il cielo. Il coro è lungo e stretto, con gallerie e colonne nei toni del rosso e del blu, e lì sull’altare si trova la figura del Cristo piangente. Il pulpito è uno dei più decorati del rococò. All’esterno la chiesa è semplice, con una torre e accanto una casa per l’abate.

Quando i monasteri bavaresi furono secolarizzati nel 1803 la chiesa doveva essere messa all’asta e forse demolita, ma le proteste dei contadini della zona la salvarono. Dominikus Zimmermann stesso visse negli ultimi anni in una casa accanto alla chiesa. Negli anni Ottanta del Novecento fu condotto un ampio restauro, perché stucchi e affreschi erano stati danneggiati da umidità e crepe. La Wieskirche è diventata patrimonio dell’umanità nel 1983 ed è ancora una chiesa di pellegrinaggio attiva. È considerata il compimento del rococò della Germania meridionale, in cui architettura, pittura e scultura collaborano al punto da non potersi distinguere. In Svezia non esiste nulla di simile, perché le chiese luterane erano più sobrie. Il rococò svedese divenne invece un’arte profana di palazzi e residenze di campagna, con padiglioni come il Padiglione cinese come parente più prossimo.