Honoré Daumier

Il disegnatore della satira.
Daumier realizzò migliaia di litografie per i giornali, deridendo politici e uomini di legge. Finì in prigione per una caricatura del re.
Honoré Daumier nacque nel 1808 a Marsiglia. Il padre era vetraio e scriveva poesie, e la famiglia si trasferì a Parigi quando Honoré era piccolo, nella speranza che il padre si affermasse come poeta. Non fu così, e la famiglia visse in povertà. Honoré dovette lavorare presto, tra l'altro come fattorino presso un ufficiale giudiziario e come commesso in una libreria. Imparò la litografia, una nuova tecnica per stampare immagini a basso costo.
Cominciò a disegnare per giornali satirici, in particolare per La Caricature di Charles Philipon. Nel 1831 raffigurò il re Luigi Filippo come il gigante Gargantua che divora il denaro del popolo, e fu condannato a sei mesi di carcere. La litografia Rue Transnonain, 15 aprile 1834 mostra una famiglia uccisa dai soldati durante una sommossa. È una delle prime e più potenti immagini della violenza di Stato.
Per il resto della vita Daumier disegnò per il giornale Le Charivari, realizzando in tutto circa quattromila litografie. Prese in giro politici, avvocati, giudici, borghesi e il pubblico dell'arte. Modellò anche piccoli busti in creta di parlamentari, caricature tridimensionali oggi conservate al Musée d'Orsay.
Meno noto in vita era il fatto che dipingesse anche. I suoi dipinti mostrano lavandaie, viaggiatori in terza classe sul treno e Don Chisciotte, eseguiti con contorni vigorosi e una luce intensa. La lavandaia si trova al Musée d'Orsay e Il vagone di terza classe al Metropolitan Museum di New York. In età avanzata divenne quasi cieco e povero. L'amico Corot fece in modo che potesse abitare in una casa a Valmondois, fuori Parigi.
Daumier morì nel 1879. Aveva avuto la sua prima grande mostra solo l'anno prima. Il poeta Charles Baudelaire e molti artisti lo ammiravano. È considerato uno dei massimi caricaturisti della storia e un precursore del realismo e del moderno fotogiornalismo.