Öyvind Fahlström
I giochi e le mappe.
Öyvind Fahlström creò giochi figurativi mobili e mappe politiche della guerra fredda. Lavorò a New York ed è considerato uno dei più importanti svedesi della pop art.
Öyvind Fahlström nacque nel 1928 a San Paolo, in Brasile. Il padre era norvegese e la madre svedese. Nel 1939 fu mandato da alcuni parenti in Svezia e, allo scoppio della seconda guerra mondiale, vi rimase. Studiò storia dell’arte all’Università di Stoccolma e lavorò come giornalista e critico. Nel 1953 scrisse uno dei primi manifesti al mondo della poesia concreta.
La sua prima grande opera fu il dipinto Ade-Ledic-Nander II, del 1955–57, una grande immagine piena di piccole figure simili a segni e a fumetti che giocano una sorta di partita sulla superficie. Si trova al Moderna Museet. Nel 1961 si trasferì a New York con l’artista Barbro Östlihn, sua moglie, e lì entrò a far parte della cerchia della pop art.
Fahlström voleva che lo spettatore partecipasse. Realizzò dipinti variabili in cui figure di lamiera sono fissate con magneti e possono essere spostate, così che l’immagine cambia come in un gioco. Attingeva volentieri a fumetti, immagini di giornale e pubblicità. Con il tempo la sua arte divenne sempre più politica. Realizzò dettagliate mappe del mondo e diagrammi sulla guerra fredda, la guerra del Vietnam, la CIA e l’economia mondiale, e giochi che parodiavano il Monopoli, in cui i giocatori potevano comprare dittatori e materie prime.
Lavorò anche con teatro, happening, cinema e radio, e rappresentò la Svezia alla Biennale di Venezia del 1966. Si muoveva liberamente tra Stoccolma e New York ed era in contatto sia con artisti americani sia con artisti svedesi.
Fahlström morì di cancro nel 1976 a Stoccolma, a soli 47 anni. È considerato uno degli artisti svedesi più internazionali e innovativi del Novecento, e il suo modo di mescolare gioco, politica e immagine ha acquisito nuova rilevanza nella nostra epoca di flussi d’informazione.