Il dopoguerra
Il centro dell'arte si spostò a New York e la pittura divenne un'azione.
Dopo la seconda guerra mondiale New York divenne il centro del mondo dell'arte. Gli espressionisti astratti – Pollock, de Kooning, Rothko – dipinsero tele enormi in cui il gesto o il campo di colore era tutto.
In Europa concretisti, informali e il gruppo CoBrA lavoravano sull'astrazione e sulla spontaneità. Giacometti e Bacon diedero forma all'angoscia esistenziale seguita agli orrori della guerra.
Intorno al 1960 la Pop Art rivolse lo sguardo alla pubblicità, ai fumetti e alle celebrità – Warhol, Lichtenstein, Hockney. Il minimalismo eliminò ogni traccia personale, mentre happening e Fluxus trasformarono l'arte in evento. Con l'apertura del Moderna Museet nel 1958 anche la Svezia conquistò un posto sulla mappa internazionale.
- Pollock, Rothko e la Scuola di New York
- I critici e le artiste che dovettero aspettare
- L'Europa dopo la catastrofe
- L'affermazione della Pop Art
- Minimalismo, happening e l'età d'oro del Moderna Museet
- Lettura ravvicinata: le zuppe di Warhol
- Nello studio di Giacometti e di Bacon
- Guerra fredda, documenta e politica culturale
- Oltre New York – Gutai, il Brasile e nuovi centri
- La Svezia e i paesi nordici nel dopoguerra
- Siri Derkert
- Henry Moore
- Lucio Fontana
- Alberto Giacometti
- Barbara Hepworth
- Mark Rothko
- Willem de Kooning
- Evert Lundquist
- Francis Bacon
- Olle Baertling
- Louise Bourgeois
- Jackson Pollock
- Agnes Martin
- Asger Jorn
- Lennart Rodhe
- Joseph Beuys
- Karl-Axel Pehrson
- Lucian Freud
- Roy Lichtenstein
- Olle Bonniér
- Robert Rauschenberg
- Öyvind Fahlström
- Yves Klein
- Andy Warhol
- Helen Frankenthaler
- Donald Judd
- Barbro Östlihn
- Jasper Johns
- Bridget Riley
- David Hockney
- Amrita Sher-Gil