Lucio Fontana

L'artista dei tagli.
Lucio Fontana tagliò la tela e aprì la pittura allo spazio. Chiamò questo approccio spazialismo.
Lucio Fontana nacque nel 1899 a Rosario, in Argentina. Il padre era uno scultore italiano, e Lucio trascorse gran parte della giovinezza a Milano. Fu ferito nella prima guerra mondiale e poi studiò scultura all'Accademia di Brera a Milano. Negli anni Trenta lavorò sia alla scultura astratta sia a una ceramica espressiva e ricca di colore.
Durante la seconda guerra mondiale visse in Argentina. Lì nel 1946 formulò con i suoi allievi il Manifesto bianco, che invocava un'arte nuova per un'epoca di scienza, movimento e tecnica. Tornato a Milano nel 1947 fondò lo spazialismo. Voleva evadere dalla superficie piatta del quadro e lavorare con lo spazio reale, la luce e il tempo.
Dal 1949 cominciò a bucare la tela, e dal 1958 vi praticò tagli con un coltello. La tela era spesso dipinta di un solo colore, e dietro i tagli c'era una stoffa nera che dava profondità. Chiamò queste opere Concetto spaziale, e la serie dei tagli ebbe il sottotitolo Attese. I buchi e i tagli non sono distruzione ma un'apertura verso l'infinito. Realizzò anche precoci installazioni luminose, tra l'altro con tubi al neon e luce nera.
Fontana morì nel 1968. Fu un importante precursore di molti movimenti degli anni Cinquanta e Sessanta, come il gruppo tedesco Zero, e dell'installazione e dell'arte concettuale. Le sue tele tagliate sono diventate uno degli aspetti più noti e discussi dell'arte del dopoguerra.