Bridget Riley

Bridget Riley
Carolineandrieu, CC BY-SA 4.0

La regina dell’op art.

Bridget Riley dipinge motivi in bianco e nero e a colori che sembrano muoversi e vibrare sotto lo sguardo.

Bridget Riley è nata nel 1931 a Londra e ha trascorso gran parte dell’infanzia in Cornovaglia, dove la luce e il mare le fecero una forte impressione. Ha studiato al Goldsmiths College e al Royal College of Art di Londra. Negli anni Cinquanta cercò la propria strada, tra l’altro studiando il modo in cui il puntinista Georges Seurat costruiva l’immagine con punti di colore.

Intorno al 1961 cominciò a dipingere immagini in bianco e nero di motivi geometrici, quadrati, cerchi e linee ondulate, che sembrano muoversi, tremolare e piegarsi quando le si guarda. Fall, del 1963, una superficie di linee nere ondulate, si trova alla Tate di Londra. La sua arte è detta op art, arte ottica, perché gioca con il modo in cui l’occhio e il cervello percepiscono le forme.

Nel 1965 partecipò alla grande mostra The Responsive Eye al Museum of Modern Art di New York e divenne famosa a livello internazionale. Nello stesso tempo l’industria della moda e la pubblicità cominciarono a copiare i suoi motivi, cosa che lei visse come una banalizzazione della sua arte. Dalla fine degli anni Sessanta iniziò a lavorare con il colore, spesso in strisce e fasce, e un viaggio in Egitto intorno al 1980 le suggerì una nuova gamma cromatica.

Nel 1968 vinse il premio internazionale per la pittura alla Biennale di Venezia, prima donna a riceverlo. Da allora ha continuato a esplorare l’interazione tra forma e colore, tra l’altro in grandi pitture murali, e le sono state dedicate importanti retrospettive in Europa e negli Stati Uniti.

Riley è considerata una delle maggiori artiste britanniche del dopoguerra. La sua arte mostra che un’immagine astratta non è solo qualcosa che si guarda, ma qualcosa che accade nell’occhio di chi osserva.