Yves Klein

Il monocromo blu.
Yves Klein brevettò un proprio blu oltremare, l’IKB. Fece realizzare a modelle nude impronte del corpo con il colore blu.
Yves Klein nacque nel 1928 a Nizza. Entrambi i genitori erano pittori. Non ebbe una formazione artistica, ma si interessò presto al judo e al misticismo esoterico. Nel 1952–53 visse in Giappone e divenne uno dei primi europei a ottenere un alto grado di judo; scrisse anche un libro su questo sport.
A metà degli anni Cinquanta cominciò a esporre monocromi, tele di un solo colore. Nel 1957 presentò a Milano undici dipinti blu perfettamente identici ma con prezzi diversi, sollevando la questione di quale sia davvero il valore dell’arte. Sviluppò un proprio pigmento blu oltremare in un legante che conservava la luminosità della polvere, e nel 1960 lo registrò come International Klein Blue, IKB. Per lui il blu era il colore dell’infinito e dell’immateriale.
Klein fu anche un precursore della performance e dell’arte concettuale. Nel 1958 presentò a Parigi una galleria vuota dipinta di bianco con il titolo Il vuoto, e accorsero migliaia di persone. Nel 1960 fece imprimere su carta, davanti al pubblico, i corpi di modelle nude coperte di colore blu, mentre un’orchestra suonava un unico accordo prolungato. Chiamò queste immagini antropometrie. La celebre fotografia Salto nel vuoto, del 1960, in cui sembra lanciarsi da un muro, è un fotomontaggio.
Lo stesso anno fu tra i fondatori del gruppo dei Nouveaux réalistes a Parigi. Realizzò anche pitture di fuoco con bruciatori a gas e grandi rilievi blu di spugne per il teatro di Gelsenkirchen, in Germania. Nel 1962 sposò l’artista Rotraut Uecker.
Pochi mesi dopo morì d’infarto, a 34 anni. Nonostante la breve carriera ebbe grande influenza sull’arte concettuale, sulla performance e sul minimalismo, e il suo blu intenso è oggi uno degli elementi più riconoscibili dell’arte del Novecento.