Agnes Martin

La pittrice silenziosa delle griglie.
Agnes Martin dipinse tele quadrate e luminose con griglie a matita e tenui fasce di colore. Parlava di felicità e innocenza.
Agnes Martin nacque nel 1912 a Macklin, nel Saskatchewan, in Canada, e crebbe a Vancouver. Si trasferì negli Stati Uniti e studiò al Teachers College della Columbia University di New York. Per molti anni lavorò come insegnante e si fece strada lentamente come artista, tra l’altro a Taos, nel Nuovo Messico.
Nel 1957 la gallerista Betty Parsons la convinse a trasferirsi a New York. Visse a Coenties Slip, nella parte meridionale di Manhattan, vicino ad artisti come Ellsworth Kelly e Robert Indiana. Lì trovò la sua forma: tele quadrate, spesso di poco meno di due metri di lato, coperte da sottili griglie a matita su un fondo chiaro. Le linee sono tracciate a mano e tremano leggermente. La sua arte viene spesso ricondotta al minimalismo, ma lei si considerava un’espressionista astratta.
Nel 1967 smise improvvisamente di dipingere, lasciò New York e viaggiò a lungo per il Nord America. Alla fine si stabilì nel Nuovo Messico. Solo all’inizio degli anni Settanta riprese a lavorare, ora spesso con morbide fasce orizzontali in colori pallidi come il rosa, l’azzurro e il giallo. Soffriva di schizofrenia e fu ricoverata in ospedale a più riprese, cosa di cui parlò apertamente solo tardi.
Martin trasse ispirazione dal buddhismo zen e dal taoismo. Sosteneva che i suoi dipinti parlassero di gioia, innocenza e bellezza, di sentimenti che si possono provare guardando la natura ma che non sono la natura stessa. Scrisse anche testi sull’arte e sull’ispirazione. Nel 1997 ricevette il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia.
Morì nel 2004 a Taos, a 92 anni. I suoi dipinti silenziosi hanno acquisito un’importanza sempre maggiore e oggi sono considerati tra le opere più meditative dell’arte americana del dopoguerra.