Helen Frankenthaler

Helen Frankenthaler
Series: Photographs Related to the George W. Bush Administration, 1/20/2001 - 1/20/2009 Co, Public domain

La tecnica della macchia nel color field.

Helen Frankenthaler versava colore diluito su tela grezza in modo che venisse assorbito. La tecnica divenne la base del color field painting.

Helen Frankenthaler nacque nel 1928 a New York. Il padre era giudice dello Stato di New York, e la famiglia era benestante. Studiò al Bennington College, nel Vermont, e poi prese lezioni dal pittore Hans Hofmann. Grazie al critico Clement Greenberg, con cui ebbe una relazione, entrò presto nella cerchia degli espressionisti astratti.

Rimase profondamente colpita dalle tele di Jackson Pollock stese sul pavimento. Nel 1952, a 23 anni, dipinse Mountains and Sea dopo un viaggio in Nuova Scozia. Stese sul pavimento una grande tela grezza e vi versò colore a olio molto diluito, che penetrò nella trama. Il dipinto presenta campi luminosi, quasi da acquerello, di rosa, azzurro e verde. L’opera, di proprietà di una fondazione che porta il suo nome, è in deposito alla National Gallery of Art di Washington.

La tecnica è detta soak-stain, all’incirca «impregnazione». Greenberg portò i pittori Morris Louis e Kenneth Noland nel suo studio, e loro svilupparono ulteriormente il metodo. Divenne così una delle fondatrici del cosiddetto color field painting, in cui grandi campi di colore reggono da soli l’immagine. Dall’inizio degli anni Sessanta lavorò con i colori acrilici, che davano tinte più limpide e nitide.

Nel 1958 sposò il pittore Robert Motherwell. Furono una delle coppie più celebri del mondo dell’arte fino al divorzio nel 1971. Rappresentò gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 1966. In seguito si dedicò molto anche alla grafica, in particolare alla xilografia.

Frankenthaler morì nel 2011. È considerata una delle più importanti pittrici della seconda generazione dell’arte astratta americana, e la sua scoperta di come il colore possa fondersi con la tela cambiò la pittura dopo Pollock.