Oskar Kokoschka

Oskar Kokoschka
Hugo Erfurth, Public domain

Lo psicologo dell'espressionismo viennese.

Oskar Kokoschka dipinse ritratti che penetravano sotto la pelle dei suoi modelli. La sua Sposa del vento racconta l'amore per Alma Mahler.

Oskar Kokoschka nacque nel 1886 a Pöchlarn, sul Danubio, e crebbe a Vienna. Studiò alla Kunstgewerbeschule della città e già alla grande mostra Kunstschau del 1908 attirò l'attenzione. L'anno seguente il suo dramma Assassino, speranza delle donne fece scandalo. L'architetto Adolf Loos divenne presto il suo protettore e gli procurò commissioni di ritratti tra gli intellettuali viennesi.

I ritratti segnarono la sua affermazione. Kokoschka non voleva riprodurre la superficie ma cogliere l'interiorità del modello, e molti committenti non si riconoscevano. Volti e mani sono dipinti con tratti nervosi, quasi incisi, e il colore può essere tanto sottile quanto piagato. Insieme a Egon Schiele è considerato il massimo esponente dell'espressionismo austriaco.

Tra il 1912 e il 1914 ebbe una relazione burrascosa con Alma Mahler, vedova del compositore Gustav Mahler. La vicenda è raffigurata nella Sposa del vento del 1913–14, in cui la coppia giace in un paesaggio vorticoso di toni blu e verdi. Il dipinto si trova oggi al Kunstmuseum di Basilea. Quando Alma lo lasciò, si arruolò nella prima guerra mondiale e fu gravemente ferito. In seguito si fece costruire una bambola con le sue sembianze, episodio entrato a far parte del suo mito.

Dal 1919 al 1923 fu professore all'Accademia di belle arti di Dresda, poi viaggiò a lungo in Europa, Nordafrica e Medio Oriente, dipingendo vedute urbane dai colori intensi. I nazisti bollarono la sua arte come «degenerata». Fuggì a Praga nel 1934 e poi a Londra nel 1938, dove in seguito ottenne la cittadinanza britannica. Rispose ai nazisti con l'Autoritratto di un artista degenerato del 1937.

Dal 1953 visse a Villeneuve, sul lago di Ginevra. Nello stesso anno fondò a Salisburgo una scuola estiva che chiamò Scuola del vedere, dove insegnava a guardare e a disegnare liberamente. Morì a Montreux nel 1980, a 93 anni. Kokoschka è uno dei grandi ritrattisti del Novecento e un esempio di come l'espressionismo abbia fatto della vita interiore il vero soggetto dell'immagine.