Man Ray

Man Ray
Van Vechten, Carl, 1880-1964, photographer, Public domain

Il surrealista della fotografia.

Man Ray sperimentò con fotogrammi, solarizzazione e oggetti. Il suo Le Violon d'Ingres trasforma una schiena femminile in un violino.

Man Ray, all'anagrafe Emmanuel Radnitzky, nacque nel 1890 a Filadelfia in una famiglia di immigrati ebrei. Crebbe a Brooklyn, New York. Rifiutò una borsa di studio per studiare architettura, volendo invece diventare artista. La grande Armory Show del 1913 e la galleria 291 del fotografo Alfred Stieglitz gli aprirono gli occhi sull'arte moderna.

Nel 1915 conobbe Marcel Duchamp, che divenne un amico per tutta la vita. Insieme furono figure centrali del dadaismo newyorkese. Nel 1921 Man Ray si trasferì a Parigi, dove entrò nelle cerchie dei dadaisti e poi dei surrealisti. Nello stesso anno realizzò Cadeau, un ferro da stiro con una fila di chiodi incollati sulla piastra, uno dei più noti oggetti surrealisti.

Cominciò a fotografare per documentare opere d'arte, ma divenne uno dei fotografi più innovativi del suo tempo. Realizzò fotogrammi, che chiamava rayografie, posando oggetti direttamente sulla carta fotografica ed esponendoli alla luce. Con Lee Miller, sua assistente e compagna intorno al 1930, sviluppò la solarizzazione, in cui l'immagine viene esposta alla luce durante lo sviluppo così che i contorni assumono un riflesso metallico. Fece anche ritratti di artisti e scrittori, fotografie di moda per riviste come Harper's Bazaar e film sperimentali.

Le Violon d'Ingres del 1924 mostra la modella Kiki de Montparnasse di schiena, con due effe dipinte sulla pelle. Il titolo è un gioco di parole: in francese l'espressione indica un hobby. Nel 2022 un esemplare dell'immagine è stato venduto per oltre dodici milioni di dollari, un record per una fotografia.

Quando la Germania invase la Francia nel 1940 fuggì in California. Lì nel 1946 sposò Juliet Browner. Nel 1951 tornò a Parigi, dove morì nel 1976. Si considerava soprattutto un pittore, ma sono le fotografie e gli oggetti ad averne fatto una figura di primo piano del surrealismo e della fotografia moderna.