Vera Nilsson

La vigorosa espressionista svedese.
Vera Nilsson dipinse la figlia, la città e più tardi soggetti politici e morali. Il suo colore è intenso e pesante.
Vera Nilsson nacque nel 1888 a Jönköping. Si formò a Stoccolma e a Copenaghen e poi si recò a Parigi, dove conobbe il cubismo e il modernismo francese. Entrò a far parte della cerchia di De unga e del primo espressionismo svedese, ma il suo stile era più aspro e pesante di quello di molti altri.
Dipingeva con colore intenso, spesso denso, e forme salde, quasi scultoree. Nelle sue vedute urbane e nei paesaggi non c'è leggerezza. Il colore è carico e scuro e le forme sembrano costruite più che abbozzate. Viaggiò molto e dipinse, tra l'altro, in Francia, in Spagna e nei Paesi Bassi.
Nel 1925 ebbe una figlia, Catharina, che chiamava Cajsa. Per molti anni la figlia fu il suo soggetto principale. Le immagini della bambina che mangia, gioca o sta seduta immobile non sono graziose ma serie e rispettose, e sono tra le più note della sua produzione. Era una madre sola, condizione insolita e difficile per l'epoca.
Dagli anni Trenta la sua arte divenne sempre più morale e politica. Reagì al fascismo, alla guerra e all'avidità e realizzò grandi composizioni con soggetti allegorici e sociali. Lavorò anche nell'arte monumentale.
Vera Nilsson morì nel 1979. A lungo un po' trascurata accanto ai suoi contemporanei uomini, è oggi considerata tra gli espressionisti svedesi più originali. Le sue opere si trovano, tra l'altro, al Moderna Museet e al Nationalmuseum.