Dan Wolgers

Il provocatore dell’arte concettuale.
Nel 1993 Dan Wolgers fece vendere all’asta le panche della sua mostra alla Liljevalchs – uno dei gesti concettuali più discussi dell’arte svedese. Le sue opere sfidano le regole dell’arte.
Dan Wolgers è nato nel 1955 a Stoccolma. È figlio dell’intrattenitore e poeta Beppe Wolgers ed è cresciuto in un ambiente culturale. Si è formato come artista a Stoccolma e negli anni Ottanta e Novanta è diventato uno degli artisti concettuali svedesi più discussi.
Wolgers è noto soprattutto per azioni che mettono alla prova i confini dell’arte. L’esempio più celebre risale al 1993, quando partecipò a una mostra alla Liljevalchs konsthall di Stoccolma. Prese le panche della kunsthalle stessa e le fece vendere all’asta come sua opera d’arte. L’episodio portò a una denuncia alla polizia e a un acceso dibattito sui media. Chi possiede un’opera, e qual è la differenza tra arte e furto? Anche altre sue azioni sono diventate notizia ben oltre il mondo dell’arte.
Dietro le provocazioni c’è una posizione meditata. Wolgers lavora spesso con il linguaggio, l’umorismo e piccoli spostamenti di oggetti e situazioni quotidiane. Ha realizzato sculture, fotografie, oggetti e opere pubbliche. Un procedimento ricorrente è lasciare che un’idea semplice abbia grandi conseguenze, così che il pubblico debba chiedersi da sé che cosa sia davvero successo.
Wolgers ha esposto in musei e kunsthalle e ha realizzato opere d’arte pubblica in diverse località svedesi. Ha influenzato la percezione dell’arte concettuale in Svezia e ha dimostrato che l’arte può essere un modo di porre domande alla società, non soltanto oggetti da guardare. Al tempo stesso divide il pubblico: per alcuni è un pensatore acuto, per altri solo un provocatore.