Interno di studio

Hjertén stessa, suo marito Isaac Grünewald e una terza figura nello studio di Stoccolma, in colori forti e piatti. Hjertén studiò con Matisse a Parigi e fu una degli espressionisti svedesi.
Il colore non descrive la realtà ma l’emozione: la stanza si inclina e le superfici si scontrano.
Sigrid Hjertén dipinse Interno di studio nel 1916, in piena prima guerra mondiale. Aveva studiato a Parigi dal 1909 al 1911 nella scuola diretta da Henri Matisse, insieme ad altri giovani artisti scandinavi. Lì conobbe Isaac Grünewald, che sposò nel 1911. Tornati a Stoccolma, divennero entrambi figure centrali dell’espressionismo svedese. Il dipinto appartiene al Moderna Museet di Stoccolma.
Il quadro mostra uno studio di Stoccolma con tre figure. Hjertén ha ritratto sé stessa e Grünewald, e nella stanza c’è una terza persona. L’ambiente è pieno di mobili, tessuti e oggetti. Le figure sono disegnate con contorni marcati e forme semplificate, e i volti sono più segni che ritratti. È un’immagine della vita d’artista, ma anche di un matrimonio tra due artisti.
La composizione è fitta e un po’ instabile. Pavimento, pareti e mobili sono inclinati e la prospettiva non è coerente. La stanza sembra quasi ribaltarsi verso l’osservatore. Ne nasce un senso di inquietudine e di intensità, come se l’ambiente fosse carico di tensioni. Hjertén costruì l’immagine con grandi campiture di colore che si incontrano in confini netti.
I colori sono forti e piatti: rosso, blu, verde, giallo e nero. Non seguono la realtà, ma esprimono uno stato d’animo. Qui si avverte chiaramente la lezione di Matisse, che insegnava ai suoi allievi che il colore doveva agire di per sé e non limitarsi a descrivere gli oggetti. Hjertén dipingeva a olio su tela con pennellate visibili, spesso rapide.
Il dipinto è stato letto come un commento alla sua situazione personale. Come donna e artista viveva all’ombra del marito, più celebrato, ed era al tempo stesso madre del figlio Iván. Gli studiosi hanno notato come in diversi interni di studio di quegli anni si collochi in un modo che esprime insieme vicinanza e distanza da Grünewald. Quanto di ciò fosse intenzionale non si può sapere con certezza.
La pittura di Hjertén fu duramente criticata in Svezia. I critici schernivano i colori forti e le forme semplificate. All’estero ebbe maggiori riconoscimenti. Nel 1915 espose con Grünewald ed Einar Jolin alla galleria Der Sturm di Berlino, una delle più importanti gallerie d’arte moderna dell’epoca.
Negli anni Trenta Hjertén fu colpita da una malattia mentale e trascorse gli ultimi anni in ospedale. Morì nel 1948. Una grande retrospettiva alla Liljevalchs nel 1936 ne aveva già mostrato l’importanza. Oggi è considerata una delle più importanti moderniste svedesi, e negli ultimi anni le sue opere hanno ricevuto grande attenzione sia in Svezia sia a livello internazionale. Interno di studio è una delle opere citate più spesso.