La Sala della Fenice del Byōdō-in

La Sala della Fenice del Byōdō-in
Martin Falbisoner, CC BY-SA 4.0

Un tempio costruito come immagine del paradiso del Buddha Amida, con ali come quelle di un uccello che si posa sull’acqua. L’edificio compare sulla moneta da 10 yen.

Il riflesso nello stagno raddoppia il tempio: il paradiso sia sopra sia sotto.

Il Byōdō-in si trova a Uji, a sud di Kyoto. In origine il luogo era una villa appartenuta al potente Fujiwara no Michinaga. Suo figlio Fujiwara no Yorimichi trasformò la villa in un tempio buddhista nel 1052. L’anno seguente, nel 1053, fu completata la Sala della Fenice. Il clan Fujiwara dominava allora la corte giapponese ed era una delle famiglie più ricche del paese.

L’edificio è chiamato Sala della Fenice perché, con il corpo centrale e le due ali laterali, ricorda un uccello ad ali spiegate. Sul tetto si ergono due fenici in bronzo. La sala si affaccia su uno stagno e si specchia nell’acqua. All’interno siede una grande statua dorata del Buddha Amida. L’edificio è raffigurato sulla moneta giapponese da dieci yen.

La composizione è simmetrica. La sala centrale è affiancata da corridoi che si estendono lateralmente e piegano in avanti. Dall’altra sponda dello stagno si vede il volto di Amida attraverso una grata nella facciata: il visitatore doveva scorgere Amida al di là dell’acqua, come in una visione del paradiso.

La statua di Amida è opera di Jōchō, uno degli scultori più importanti del suo tempo. È realizzata con una tecnica chiamata yosegi-zukuri, in cui si assemblano diversi blocchi di legno. La tecnica permetteva di creare grandi statue più leggere e meno soggette a spaccarsi. Sulle pareti attorno alla statua sono appese cinquantadue piccole figure lignee di bodhisattva che cavalcano nuvole e suonano o danzano. Pareti e porte della sala recano dipinti che mostrano Amida mentre discende ad accogliere i morenti, un tipo iconografico chiamato raigō. I colori oggi sono molto sbiaditi.

La sala fu costruita in un’epoca in cui molti credevano che il mondo fosse entrato in un periodo di decadenza, il mappō, in cui la dottrina del Buddha non poteva più offrire la salvezza attraverso gli sforzi personali. L’unica speranza era invocare Amida, che prometteva di accogliere i fedeli nel suo paradiso occidentale, la Terra Pura. La Sala della Fenice doveva essere un’immagine di quel paradiso sulla terra.

L’edificio ha superato guerre e incendi per quasi mille anni. È stato restaurato più volte, l’ultima negli anni Dieci del Duemila, quando ha ritrovato il suo colore rosso. Le fenici originali del tetto si trovano in un museo presso il tempio, mentre sul tetto sono collocate delle copie. Anche le figure di bodhisattva sono in gran parte conservate nel museo.

Il Byōdō-in fa parte del sito Patrimonio dell’umanità dei Monumenti storici dell’antica Kyoto. Il tempio è considerato il miglior esempio conservato di architettura del periodo Heian e ha contribuito all’immagine del Giappone come paese di armonia tra architettura e natura. La fenice è comparsa anche sulla banconota da diecimila yen.