Fauno

Fauno, Johan Tobias Sergel
Bengt Oberger, CC BY-SA 4.0

Un fauno ebbro che sonnecchia semisdraiato. Sergel lo realizzò a Roma, dove studiava la scultura antica, e divenne poi scultore di corte di Gustavo III.

Un corpo ideale antico, ma rilassato e sensuale: neoclassicismo con un residuo della leggerezza rococò.

Johan Tobias Sergel nacque nel 1740 a Stoccolma. Si formò presso lo scultore francese Pierre Hubert L’Archevêque, che lavorava in Svezia. Nel 1767 partì per Roma, dove rimase per più di dieci anni. Lì studiò le sculture antiche ed entrò in contatto con le nuove idee neoclassiche.

Il Fauno fu scolpito in marmo a Roma intorno al 1774. Il fauno è una creatura della mitologia antica, metà uomo e metà animale, con piccole corna e coda. I fauni facevano parte del seguito di Bacco, dio del vino, ed erano associati all’ebbrezza, alla natura e al desiderio. Nell’arte antica il fauno era spesso un’immagine di ciò che nell’uomo è sfrenato e naturale.

La statua mostra un giovane fauno semisdraiato che riposa dopo aver bevuto. Il corpo è rilassato e la testa si abbandona all’indietro. Sembra trovarsi in uno stato tra il sonno e la veglia. I muscoli sono modellati con morbidezza e la superficie è finemente levigata. La statua è pensata per essere vista da più lati, e la torsione del corpo offre nuove vedute girandole intorno.

Sergel si ispirò a modelli antichi. In particolare il Fauno Barberini, una statua ellenistica che allora si trovava a Roma, è stato indicato come possibile modello. Sergel creò però qualcosa di proprio. Il suo fauno è meno drammatico e più sognante, e unisce l’ordine antico a una sensualità che ricorda il rococò. Il movimento è calmo e l’espressione esprime più un tranquillo godimento che un’ebbrezza selvaggia.

Il neoclassicismo guardava all’antichità per trovarvi ideali di bellezza e di morale. Il teorico Johann Joachim Winckelmann, attivo a Roma, parlava della «nobile semplicità e quieta grandezza» dell’arte greca. Sergel conosceva queste idee e frequentava altri artisti a Roma. A quel tempo Roma era un luogo d’incontro per artisti, collezionisti e viaggiatori di tutta Europa.

Il Fauno valse a Sergel una fama internazionale. Nel 1779 fu richiamato in Svezia da Gustavo III e divenne scultore di corte. Realizzò busti ritratto e monumenti, tra cui la statua di Gustavo III presso Skeppsbron a Stoccolma. Era anche un disegnatore abile e spiritoso, noto per le sue caricature di sé stesso e della sua cerchia. Sergel morì nel 1814 a Stoccolma.

Il Fauno si trova oggi al Nationalmuseum di Stoccolma. È considerato una delle opere capitali della scultura svedese e uno dei primi esempi di neoclassicismo nei paesi nordici. Sergel divenne una figura centrale della vita culturale gustaviana, e le sue opere sono tra i massimi esempi dell’arte svedese del Settecento. Gli studi a Roma plasmarono tutta la sua successiva attività artistica. Il Fauno lo mostra nella sua forma più personale.