L'imbarco per Citera

L'imbarco per Citera, Antoine Watteau
Jean-Antoine Watteau, Public domain

Coppie elegantemente vestite in viaggio verso (o di ritorno da) l'isola della dea dell'amore. Watteau creò un nuovo genere, la fête galante, e con esso il tono sognante e leggero del rococò.

Le coppie formano una fila ondulata da destra a sinistra, come un racconto in più momenti.

Antoine Watteau nacque a Valenciennes, vicino al confine fiammingo, e arrivò giovane a Parigi. Nel 1712 fu ammesso come aspirante all'Accademia reale di pittura e scultura. Per diventarne membro a pieno titolo doveva presentare un'opera di ammissione, e gli ci vollero cinque anni. L'imbarco per Citera fu consegnato nel 1717 ed è oggi al Louvre.

L'Accademia aveva una rigida gerarchia dei generi, con la pittura di storia al vertice. Il quadro di Watteau non rientrava in nessuna delle categorie esistenti, e l'Accademia ne creò quindi una nuova: la fête galante, la festa galante. Nei verbali dell'Accademia il titolo fu cambiato da pellegrinaggio all'isola di Citera a festa galante.

Citera era un'isola greca che secondo il mito apparteneva a Venere, dea dell'amore. Nel quadro si vedono coppie in abiti eleganti vestite da pellegrini, con bordoni e mantelline. A destra c'è un busto di Venere ornato di rose. Le coppie si muovono da destra a sinistra lungo un pendio verso una barca dorata, sopra la quale svolazzano piccoli amorini. Gli abiti sono contemporanei e sfarzosi, ma il costume da pellegrino conferisce loro un tono giocoso e teatrale.

A lungo si è creduto che le coppie stessero partendo per l'isola. Negli anni Sessanta lo storico dell'arte Michael Levey sostenne invece che se ne stiano andando, poiché si trovano già accanto al busto di Venere. Il quadro avrebbe dunque un tono malinconico: il momento dell'amore è finito. La questione è ancora dibattuta, ed entrambe le letture sono diffuse.

Le coppie si possono leggere come un racconto per tappe. Una coppia è ancora seduta a conversare, un'altra si alza, e una donna si volta a guardare indietro. Più in basso le coppie si avviano verso la barca. Il movimento disegna una morbida curva attraverso il quadro. Il paesaggio è sfumato, con un orizzonte nebbioso e montagne azzurre che si confondono con il cielo. I volti sono piccoli e spesso girati, così che l'atmosfera è affidata alle pose e ai gesti.

Watteau dipingeva con pennellate leggere e cangianti e usava molti colori di seta lucenti, rosa, oro e azzurro. Fu influenzato da Rubens e dai pittori veneziani. Il soggetto è stato collegato al teatro, in particolare a una commedia del drammaturgo Dancourt, ma il legame è controverso. Watteau realizzò anche una seconda versione, più vivace, oggi a Berlino.

Watteau morì nel 1721, a soli trentasei anni. I suoi quadri divennero molto popolari ed ebbero molti seguaci, e la fête galante diventò uno dei generi caratteristici del rococò. Dopo la Rivoluzione lo stile fu giudicato frivolo, ma nell'Ottocento scrittori e pittori lo riscoprirono, e L'imbarco per Citera divenne il simbolo di un mondo perduto e sognante. Il quadro è spesso visto come l'immagine stessa dell'atmosfera rococò: elegante, malinconica e fugace.