Il quadro dei pareli
La più antica immagine di Stoccolma mostra uno strano fenomeno di alone con più soli sopra la città il 20 aprile 1535. L’originale fu probabilmente commissionato dal riformatore Olaus Petri ed è andato perduto; la copia è appesa nella Storkyrkan.
Sotto gli anelli solari si vede la città tra i ponti, con campanili e case fitte: una mappa e un presagio allo stesso tempo.
La mattina del 20 aprile 1535 gli abitanti di Stoccolma videro in cielo uno strano fenomeno. Per alcune ore intorno al sole vero comparvero diversi soli e anelli. Oggi sappiamo che si trattava di un fenomeno di alone, che si produce quando la luce solare viene rifratta da cristalli di ghiaccio ad alta quota. All’epoca simili fenomeni erano spesso interpretati come presagi, messaggi di Dio. Oggi il fenomeno è chiamato pareli o falsi soli, e qualcosa di simile si vede talvolta anche in Svezia d’inverno.
Il dipinto originale fu realizzato poco dopo l’evento. Fu probabilmente commissionato dal riformatore Olaus Petri, che era sacerdote nella Storkyrkan. Non sappiamo con certezza chi lo abbia dipinto. A volte si fa il nome di un pittore chiamato Urban, ma la notizia è incerta. L’originale è andato perduto. Olaus Petri fu una delle figure di spicco della Riforma svedese e aveva tradotto in svedese parti della Bibbia.
Il quadro oggi appeso nella Storkyrkan è una copia del 1636, generalmente attribuita a Jacob Heinrich Elbfas. Le analisi del legno hanno confermato che risale al Seicento. Quanto fedelmente la copia riproduca l’originale è oggetto di discussione, ma la si considera piuttosto fedele. Il dipinto è eseguito a olio su tavola.
La parte superiore mostra il cielo con i soli e gli archi luminosi curvi. Sotto si stende Stoccolma, vista da sud. Si vedono lo Stadsholmen cinto da mura, il castello Tre Kronor e la torre della Storkyrkan. Le case sono fitte e ponti conducono a Norrmalm e Södermalm. Sull’acqua scivolano navi e piccole barche. Persone camminano per le strade e lungo le rive. La città è raffigurata come un grande insieme, quasi come una mappa vista obliquamente dall’alto.
È la più antica immagine a colori conosciuta di Stoccolma ed è quindi una fonte importante per sapere come appariva la città negli anni Trenta del Cinquecento. I dettagli vanno comunque interpretati con cautela, perché il pittore unì l’osservazione a una certa libertà. Il dipinto mostra per esempio quanto fosse densamente edificata la città dentro le mura e quanto l’acqua fosse importante per i trasporti e il commercio.
Olaus Petri predicava sui presagi e metteva in guardia dalla punizione divina. Il quadro è stato interpretato come un monito al re Gustavo Vasa, con cui Olaus Petri entrò in seguito in conflitto. Nel 1540 Olaus Petri fu condannato a morte per aver taciuto una congiura contro il re, ma fu graziato. Se il quadro abbia avuto un ruolo nel conflitto è controverso.
Il quadro dei pareli fu restaurato alla fine degli anni Novanta. È spesso riprodotto nei libri sulla storia di Stoccolma e della Svezia ed è diventato un simbolo della città. È un primo esempio di come un’immagine possa essere al tempo stesso mappa, immagine di cronaca e messaggio religioso.