Il dio del vento e il dio del tuono

Il dio del vento e il dio del tuono, Tawaraya Sōtatsu
俵屋宗達 (Tawaraya Sotatsu) (1570-1643), Public domain

Il dio del vento con il suo sacco e il dio del tuono con i suoi tamburi fluttuano ciascuno su un paravento d’oro. Il centro è vuoto.

L’oro è lo spazio: gli dèi stanno entrando nell’immagine dai bordi.

Tawaraya Sōtatsu fu attivo a Kyoto all’inizio del XVII secolo. Gestiva una bottega che, tra l’altro, dipingeva ventagli e decorava carte, e collaborò con il calligrafo Hon’ami Kōetsu. Sōtatsu è considerato il fondatore del Rinpa, una tradizione artistica caratterizzata da colori intensi, oro e semplificazioni decorative. Il dio del vento e il dio del tuono appartiene al tempio zen Kennin-ji di Kyoto ed è classificato come tesoro nazionale. La sua vita è poco documentata, e né l’anno di nascita né quello di morte sono certi.

L’opera è composta da due paraventi pieghevoli a due ante ciascuno. Ogni paravento è alto circa 1,5 metri e largo 1,7 metri. Sul paravento di destra il dio del vento Fūjin vola su una nuvola: è verde e tiene sopra la testa un grande sacco pieno di vento. Su quello di sinistra vola il dio del tuono Raijin, bianco, circondato da un anello di tamburi. Entrambi hanno un’espressione selvaggia e giocosa.

La composizione è audace. Gli dèi sono collocati negli angoli esterni dei paraventi, così da sembrare sul punto di entrare nell’immagine. Il centro è vuoto, coperto d’oro. Lo spazio vuoto tra di loro crea una tensione, come se la tempesta dovesse scatenarsi quando si incontrano. Le forme sono semplificate e nitide, e gran parte dell’immagine è aria.

Lo sfondo è coperto di foglia d’oro in fogli quadrati, visibili come un leggero motivo a griglia. Le nuvole sono dipinte con una tecnica chiamata tarashikomi, che consiste nello stendere colore o inchiostro su una superficie ancora bagnata, così che si espanda formando contorni morbidi e irregolari. La tecnica divenne un tratto distintivo del Rinpa.

Le figure derivano da immagini più antiche del dio del vento e del dio del tuono, per esempio sculture e rotoli narrativi del periodo Kamakura. Sōtatsu le rinnovò ingrandendole e collocandole su una superficie d’oro vuota. Il dio del vento e il dio del tuono sono antiche divinità sia del buddhismo sia della religione popolare, capaci tanto di causare danni quanto di portare la pioggia ai raccolti.

L’opera di Sōtatsu fu copiata dai successivi artisti Rinpa. Ogata Kōrin ne realizzò una propria versione all’inizio del XVIII secolo, e Sakai Hōitsu un’altra nel XIX secolo. Le copie mostrano come la tradizione si trasmettesse attraverso lo studio e la reinterpretazione delle opere altrui, anche quando gli artisti non erano maestro e allievo.

Il dio del vento e il dio del tuono è oggi considerato una delle opere più celebri dell’arte giapponese. I paraventi sono di norma conservati al Museo Nazionale di Kyoto, mentre il tempio ne espone una copia. Il soggetto è diventato un’immagine popolare che compare su tutto, dai manifesti alle confezioni.