L’antichità: Grecia e Roma

I Greci fecero dell'uomo la misura di tutte le cose, e i Romani diffusero i loro ideali in un intero impero.

In poche centinaia d'anni la scultura greca passò dai rigidi kouroi a corpi che si muovono liberamente. Con il contrapposto, in cui il peso poggia su una sola gamba, le statue cominciarono a sembrare vive. In età classica, nel V secolo a.C., fu costruito il Partenone, e scultori come Policleto calcolarono le proporzioni del corpo ideale.

Nell'età ellenistica, dopo Alessandro Magno, l'arte divenne più drammatica ed emotiva: il gruppo del Laocoonte e la Nike di Samotracia sono pieni di movimento e di dolore. Le statue antiche, del resto, erano spesso dipinte a colori vivaci: il bianco che associamo all'antichità è venuto dopo.

I Romani ammirarono e copiarono l'arte greca, ma vi aggiunsero ritratti realistici, grandi opere di ingegneria come il Pantheon e pitture murali come quelle di Pompei. La volta, la cupola e il calcestruzzo fecero dell'architettura romana un modello per duemila anni.