Helvetica: il carattere più usato al mondo

L’Helvetica è un carattere senza grazie che Max Miedinger ed Eduard Hoffmann disegnarono in Svizzera nel 1957, dapprima con il nome di Neue Haas Grotesk. Ha tratto di spessore uniforme, grande altezza della x e terminazioni orizzontali, e divenne il carattere più usato nella grafica dello stile internazionale.

Fatti

Dall’Akzidenz-Grotesk all’Helvetica

Nell’Ottocento apparvero i primi caratteri senza grazie, i piccoli trattini trasversali alle estremità delle lettere. Si chiamarono grotteschi. Il più usato era l’Akzidenz-Grotesk, uscito nel 1898. Era un buon carattere oggettivo ma le sue varianti differivano tra loro, e dopo la guerra si volle una famiglia più omogenea.

La Haas’sche Schriftgiesserei di Münchenstein, in Svizzera, chiese dunque a Max Miedinger, venditore e disegnatore, di disegnare un nuovo carattere insieme al direttore Eduard Hoffmann. Il risultato, Neue Haas Grotesk, uscì nel 1957. Si volle dargli una nuova identità per la Germania e gli Stati Uniti e nel 1960 lo si ribattezzò Helvetica, da Helvetia, il nome latino della Svizzera. Il carattere esisteva dapprima in piombo per la composizione a mano e poi ebbe versioni per la fotocomposizione e per i computer, il che gli fece seguire ogni nuova tecnica e ne fece una specie di standard per il testo.

Le lettere

L’Helvetica è volutamente neutro. Le lettere hanno tratto di spessore uniforme, spaziatura stretta e grande altezza della x, cioè minuscole alte rispetto alle maiuscole. Le terminazioni di lettere come c, e, g e s sono tagliate in orizzontale o in verticale. Il testo appare così stabile e ordinato.

Confronta con il Futura, basato su forme geometriche, e il Gill Sans, più umanista e legato alla scrittura a mano. Si dice che l’Helvetica non esprima nulla di particolare, ed è la sua forza: si adatta a tutto, dai cartelli degli ospedali ai loghi aziendali.

Lo stile internazionale

L’Helvetica divenne il carattere principale dello stile tipografico internazionale, o stile svizzero, sorto negli anni Cinquanta. Lo stile usava griglie, testo allineato a sinistra a bandiera e fotografie invece di illustrazioni. Le idee erano legate al funzionalismo e al design razionale di Braun e della Scuola di Ulm.

Negli anni Sessanta e Settanta il carattere fu usato da aziende e istituzioni di tutto il mondo, come American Airlines, Lufthansa, BMW e il governo americano. La metropolitana di New York ebbe l’Helvetica nella segnaletica dopo il 1989, in una nuova guida. Divenne un segno che le organizzazioni volevano apparire moderne, chiare e affidabili.

Helvetica o Arial?

L’Arial, lanciato da Monotype nel 1982, somiglia tanto all’Helvetica che molti li confondono, ma fu progettato con le stesse larghezze così da poter cambiare senza modificare le interruzioni di pagina. Le differenze stanno nei dettagli. Nell’Helvetica la gamba della R è verticale e curva, nell’Arial è obliqua. La G ha un piccolo sperone nell’Helvetica, non nell’Arial. E le estremità di t, a, c ed r sono tagliate in orizzontale nell’Helvetica, in obliquo nell’Arial.

Nel 2007 il regista Gary Hustwit fece il documentario Helvetica sul carattere. Dopo di allora fu ancora più notato come storia del design. Oggi è uno dei caratteri più riconosciuti al mondo, ed è un esempio di come un carattere possa dar forma a un’intera epoca. Leggi il suo contesto nel Bauhaus e nella guida a Dieter Rams.

Come riconoscerlo

Esercizio

Come si distingue l’Helvetica dall’Arial?