Frank Gehry

Frank Gehry
piotr iłowiecki from POLAND, CC-BY-SA-2.0

Gehry iniziò con materiali economici come la lamiera ondulata e la rete metallica nella propria casa di Santa Monica. Con l'aiuto del computer sviluppò le forme libere del Museo Guggenheim di Bilbao e della Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.

Frank Gehry nacque nel 1929 a Toronto, in Canada, come Frank Owen Goldberg, in una famiglia ebrea. Da bambino costruiva città con pezzi di legno insieme alla nonna, un ricordo su cui tornava spesso. Nel 1947 la famiglia si trasferì a Los Angeles, dove lavorò come camionista e studiò alla University of Southern California, laureandosi in architettura nel 1954. Studiò anche urbanistica per breve tempo a Harvard. Dopo aver lavorato presso Victor Gruen, noto per i centri commerciali, nel 1962 aprì uno studio proprio a Los Angeles. Frequentava molto gli artisti californiani, e il loro lavoro con materiali quotidiani e forme libere influenzò il suo percorso più di quello di altri architetti.

La casa di Gehry a Santa Monica, ristrutturata nel 1977–1978, avvolse una comune abitazione in lamiera ondulata, rete metallica e compensato disposti ad angoli obliqui e divenne il manifesto di una nuova estetica del non finito. Disegnò anche mobili in cartone ondulato. Il Vitra Design Museum di Weil am Rhein e la Casa danzante di Praga mostrarono forme in movimento, e con il software CATIA, sviluppato per l'industria aeronautica, il suo studio poté calcolare e costruire curve complesse. Il Museo Guggenheim di Bilbao, inaugurato nel 1997, con le facciate in titanio, fu una sensazione mondiale. Seguirono la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles e la Fondation Louis Vuitton di Parigi. Il suo linguaggio formale è associato al decostruttivismo.

Gehry ricevette il Premio Pritzker nel 1989 ed è considerato uno degli architetti più famosi tra la fine del Novecento e l'inizio del Duemila. Il successo del Museo Guggenheim diede origine al concetto di «effetto Bilbao», l'idea che un edificio spettacolare possa trasformare l'economia e la reputazione di una città, e da allora molte città, anche nei paesi nordici, hanno cercato di costruire edifici simbolo con lo stesso scopo. I critici hanno sostenuto che i suoi edifici sono talvolta più sculture che architettura e che sono costosi da realizzare. Al tempo stesso il suo lavoro con gli strumenti digitali ha trasformato l'intero settore edilizio, mostrando come i computer possano essere usati per progettare e fabbricare forme complesse.