Louis Kahn

Louis Kahn raggiunse il successo solo dopo i cinquant'anni, ma divenne uno degli architetti più influenti del dopoguerra. Il Salk Institute, il Kimbell Art Museum e il parlamento di Dacca sono edifici monumentali di calcestruzzo, mattoni e luce.
Louis Isadore Kahn nacque nel 1901 sull'isola di Ösel, oggi Saaremaa in Estonia, in una famiglia ebrea che nel 1906 emigrò a Filadelfia. Da bambino rimase ustionato al volto in un incendio. Studiò architettura all'Università della Pennsylvania nella tradizione classica delle Beaux-Arts. Durante la Grande depressione lavorò nell'edilizia residenziale sociale. Nel 1950–1951 viaggiò in Italia, Grecia ed Egitto come borsista dell'American Academy di Roma, e l'incontro con le rovine antiche fu decisivo per lui.
La svolta di Kahn fu la Yale University Art Gallery, del 1951–1953, seguita dai Richards Medical Research Laboratories di Filadelfia, dove distinse tra spazi serventi e spazi serviti. Il Salk Institute a La Jolla e il Kimbell Art Museum a Fort Worth sono le sue opere più note negli Stati Uniti. In India costruì l'Indian Institute of Management ad Ahmedabad e in Bangladesh il parlamento di Dacca, un complesso imponente con aperture geometriche nel calcestruzzo. Insegnò a Yale e all'Università della Pennsylvania, dove Robert Venturi fu uno dei suoi collaboratori.
Kahn morì nel 1974 per un infarto nella Pennsylvania Station di New York, di ritorno dall'India. Era pieno di debiti, e la sua morte divenne nota solo dopo alcuni giorni. Il suo modo filosofico di parlare della luce, del silenzio e di ciò che un edificio vuole essere ha influenzato architetti in tutto il mondo, anche nei paesi nordici. Nel 2003 suo figlio Nathaniel Kahn gli ha dedicato il film My Architect.