Padiglione di Barcellona

Padiglione di Barcellona, Montjuïc, Barcellona
Ashley Pomeroy at English Wikipedia, CC BY 3.0

Il padiglione tedesco all'Esposizione universale del 1929 non aveva nulla da mostrare se non sé stesso. Un tetto piano poggia su otto pilastri d'acciaio rivestiti di cromo, e pareti libere di onice, marmo e vetro guidano il percorso del visitatore. Il padiglione fu demolito nel 1930 e ricostruito nel 1986.

In vista dell'Esposizione universale di Barcellona del 1929 la Repubblica di Weimar voleva presentare una Germania moderna e democratica. Ludwig Mies van der Rohe ricevette l'incarico e lavorò insieme alla designer Lilly Reich, responsabile anche della mostra dell'industria tedesca. Il padiglione non doveva contenere oggetti, ma era un edificio di rappresentanza in cui la coppia reale sarebbe stata ricevuta all'inaugurazione. Questo diede a Mies la libertà di costruire un puro manifesto architettonico. Scelse materiali preziosi: travertino, marmo verde delle Alpi e della Grecia, onice dorato e vetro colorato in più tinte, combinandoli con acciaio cromato. La costruzione fu rapida, e il padiglione rimase ai piedi del Montjuïc solo per i mesi dell'esposizione.

Il padiglione sorge su un basso basamento di travertino. Un tetto sottile e piano poggia su otto pilastri d'acciaio a sezione cruciforme, e le pareti sottostanti sono libere, così da non sostenere nulla ma soltanto guidare il movimento. Gli spazi fluiscono l'uno nell'altro e verso terrazze e acqua. Davanti si trova una grande vasca, e in una vasca più piccola sul fondo si erge la scultura in bronzo di una donna di Georg Kolbe, spesso chiamata Il mattino. La parete di onice al centro è la parte più preziosa dell'edificio e risplende quando la luce la colpisce. Per il ricevimento Mies e Reich disegnarono una sedia in acciaio cromato e pelle, oggi chiamata sedia Barcelona e ancora in produzione. L'incontro tra piani, pilastri e acqua permette al visitatore di vedere attraverso l'edificio.

Dopo l'esposizione il padiglione fu smontato e per diversi decenni sopravvisse solo in fotografie in bianco e nero. Nonostante ciò divenne uno degli edifici più influenti del Novecento, e l'idea di pareti libere sotto un tetto portante accompagnò Mies nelle sue opere successive negli Stati Uniti. Negli anni Ottanta il padiglione fu ricostruito nello stesso luogo da un gruppo di architetti catalani, sulla base di fotografie e disegni conservati, e aprì nel 1986. La ricostruzione ha suscitato discussioni su che cosa significhi ricostruire un'opera perduta, ma permette ai visitatori di vivere lo spazio. La sedia Barcelona è diventata un classico anche nelle case e negli ambienti pubblici svedesi, e la pianta libera del padiglione influenzò le ville scandinave del dopoguerra.