L’arco di Bofill

L’arco di Bofill, Fatbursparken, Södermalm, Stoccolma
Frankie Fouganthin, CC BY 4.0

Un isolato residenziale a semicerchio attorno a un parco presso Södra station. Bofill usò forme classiche su grande scala: una facciata che ricorda un anfiteatro romano, lesene alte più piani e una rigorosa simmetria. L’isolato divenne l’esempio più discusso del postmodernismo svedese.

Quando lo scalo merci di Södra station a Stoccolma fu dismesso, una vasta area di Södermalm si rese disponibile per le abitazioni. La zona fu pianificata negli anni Ottanta, e all’architetto catalano Ricardo Bofill e al suo studio Taller de Arquitectura fu affidato l’isolato più rappresentativo. Bofill era noto per grandi progetti residenziali in Francia, dove aveva usato forme classiche su scala gigantesca costruendo con elementi prefabbricati in calcestruzzo. L’isolato fu realizzato intorno al 1990–1992 attorno al Fatbursparken, che sorge dove un tempo si trovava il lago Fatburssjön prima di essere colmato nell’Ottocento. Bofill voleva dare a Stoccolma una forma urbana monumentale con un confine netto verso il parco, e l’edificio fu costruito con elementi prefabbricati in calcestruzzo dai toni chiari e caldi.

L’isolato ha la forma di un semicerchio che abbraccia il parco, con abitazioni su più piani e portoni che attraversano l’edificio verso le strade retrostanti. La facciata sul parco è composta come un anfiteatro antico o un foro romano, con lesene che attraversano più piani, cornicioni robusti e uno zoccolo. Le finestre sono disposte in file regolari tra le lesene, e angoli e portoni sono chiaramente marcati. La rigorosa simmetria fa sì che il parco diventi come un palcoscenico o una piazza davanti all’edificio. Il retro verso le strade è più semplice: è verso il parco che l’edificio mostra il suo grande volto. L’aspetto insolito è la scala: la forma classica è usata per normali appartamenti, non per palazzi o edifici pubblici.

L’arco di Bofill suscitò un acceso dibattito quando fu costruito. Alcuni lo videro come una liberatoria rottura con le semplici case del dopoguerra, mentre altri lo criticarono come pomposo ed estraneo a Stoccolma. Con gli anni l’isolato è diventato un noto punto di riferimento di Södermalm e una parte naturale della zona attorno a Södra station. È considerato l’esempio più chiaro del postmodernismo svedese e mostra come gli architetti degli anni Ottanta tornassero a interessarsi a strade, isolati e forme classiche. Le altre grandi opere di Bofill, come i complessi residenziali nei dintorni di Parigi e a Montpellier, hanno gli stessi tratti. L’isolato è anche un primo esempio di come le vecchie aree ferroviarie di Stoccolma siano state trasformate in nuovi quartieri, cosa che si è poi ripetuta in diversi luoghi.