Monticello
La casa di Thomas Jefferson su una collina in Virginia è opera sua come architetto. Si ispirò a Palladio e ai templi romani, e la casa ebbe un portico e una bassa cupola. Fu costruita e ricostruita per oltre quarant’anni, e il lavoro degli schiavi fu parte sia della costruzione sia della vita che vi si svolgeva.
Jefferson iniziò a costruire nel 1768 su disegni propri, basati sui Quattro libri dell’architettura di Palladio. Dopo gli anni da ambasciatore a Parigi negli anni Ottanta del Settecento, dove aveva visto la nuova architettura francese e la Maison Carrée di Nîmes, demolì parti della casa e la ricostruì con una cupola, ispirata all’Hôtel de Salm. La chiamava il suo «essay in architecture».
Monticello è anche un luogo in cui la storia della schiavitù è visibile. Nel corso della sua vita Jefferson possedette oltre seicento persone, e un centinaio lavorava qui contemporaneamente. Il loro lavoro rese possibili la costruzione e la piantagione, e oggi il museo ne racconta la storia, tra cui quella di Sally Hemings e dei suoi figli. La casa è patrimonio mondiale insieme all’Università della Virginia fondata da Jefferson e compare sul retro della moneta da cinque centesimi.