Palais Garnier

Palais Garnier, Parigi
Peter Rivera, CC BY 2.0

L'opera del Secondo Impero, progettata da uno sconosciuto architetto di 35 anni che vinse il concorso. Garnier mescolò Rinascimento e Barocco in qualcosa che chiamò “stile Napoleone III”. Lo scalone è costruito perché il pubblico possa vedere ed essere visto, e la facciata è ricca di oro, marmo e sculture.

Negli anni Cinquanta e Sessanta dell'Ottocento Napoleone III fece trasformare Parigi con ampi boulevard, e un nuovo teatro dell'opera doveva esserne il coronamento. Il concorso del 1860–1861 attirò un gran numero di progetti e il vincitore fu l'allora sconosciuto Charles Garnier. I lavori iniziarono nel 1861 ma furono rallentati da difficoltà nelle fondazioni, perché si incontrò la falda acquifera. Garnier risolse il problema con un'enorme vasca in calcestruzzo e muratura sotto l'edificio, che tiene l'acqua al suo posto e diede origine al mito di un lago sotto l'Opéra. La guerra del 1870 e la Comune di Parigi interruppero i lavori, e quando l'edificio fu inaugurato nel 1875 l'imperatore era stato rovesciato. Sotto la ricca superficie di pietra e marmo si cela una struttura portante in ferro, che rese possibili i grandi ambienti.

L'edificio è organizzato come una sequenza di spazi che preparano il pubblico. Dalla facciata si entra nei vestiboli e si raggiunge poi il grande scalone, un ambiente a più piani con marmi di diversi colori, balconi e candelabri, dove il pubblico doveva mettersi in mostra. Seguono i foyer, tra cui il Grand Foyer, con dorature e soffitti dipinti, che ricorda la galleria di una reggia. La sala ha forma a ferro di cavallo, con più ordini di palchi in rosso e oro e un grande lampadario al centro. Dietro si trova un palcoscenico molto profondo con macchinari avanzati. Sul lato c'è un padiglione apposito in cui l'imperatore avrebbe potuto entrare in carrozza. La facciata è ornata da gruppi scultorei, tra cui il celebre gruppo La Danza di Carpeaux, il cui originale si trova oggi al Musée d'Orsay.

L'Opéra divenne subito uno dei simboli di Parigi e ispirò il romanzo di Gaston Leroux Il fantasma dell'Opera, ambientato nei sotterranei e nei sottotetti dell'edificio. Nel 1964 la sala ricevette un nuovo soffitto dipinto da Marc Chagall, collocato sopra il dipinto originale, che suscitò polemiche ma oggi è uno dei tratti distintivi dell'edificio. Dall'apertura dell'Opéra Bastille nel 1989 il Palais Garnier è usato soprattutto per il balletto. L'edificio è stato restaurato a tappe, tra cui la facciata e il Grand Foyer. L'Opéra di Garnier divenne un modello per teatri e teatri d'opera di tutto il mondo, dove scalone e foyer assunsero la stessa importanza della sala. A Stoccolma la stessa idea si ritrova nell'Opera reale, progettata da Axel Anderberg in stile neobarocco e inaugurata nel 1898 con un sontuoso foyer.