Duomo di Spira

Duomo di Spira, Spira, Renania-Palatinato
Sail over, CC BY-SA 3.0

Il Duomo imperiale di Spira era, al suo completamento, una delle chiese più grandi del mondo e luogo di sepoltura degli imperatori tedeschi. Ricevette presto una navata centrale coperta da volte a crociera, un’audace impresa romanica. Con quattro torri e due cupole mostra la solidità e l’ordine del romanico.

L’imperatore Corrado II, il primo dei sovrani salici, avviò i lavori intorno al 1030. La chiesa doveva diventare il sepolcreto della sua dinastia e mostrare che il potere regio tedesco era alla pari con quello del papa. La cripta fu consacrata nel 1041 e l’intero duomo nel 1061. Già pochi decenni dopo Enrico IV lo fece ricostruire a partire dal 1080 circa: i muri furono innalzati, la navata centrale ricevette volte a crociera al posto del soffitto piano in legno e l’esterno ebbe la sua galleria nana. Voltare una navata così larga e alta era un’impresa audace per l’epoca. Il duomo è costruito in arenaria rossa e gialla della zona. I lavori richiesero risorse enormi e costruttori capaci di risolvere nuovi problemi strutturali, e diversi di loro si spostarono poi verso altri grandi cantieri in Europa.

Il duomo è una basilica con transetto, coro absidato e un corpo occidentale. Sotto il coro e il transetto si trova una vastissima cripta a sala con volte a crociera su robuste colonne con capitelli cubici, una delle più grandi del suo genere. Nella navata centrale i pilastri si alternano tra più robusti e più sottili, perché uno sì e uno no sostiene le volte; ne risulta un chiaro ritmo di campate. Quattro torri e due cupole, sopra l’incrocio e sul corpo occidentale, danno all’edificio la sua sagoma. La galleria nana corre intorno a quasi tutta la chiesa come una fila di piccoli archi e colonnine sotto il cornicione. Davanti al coro si trova la tomba imperiale, dove riposano otto imperatori e re tedeschi, tra cui Corrado II, Enrico III, Enrico IV ed Enrico V.

Il duomo è bruciato più volte. Il caso peggiore fu nel 1689, quando le truppe francesi incendiarono la città durante la guerra della Lega di Augusta; le tombe imperiali furono saccheggiate e la parte occidentale della navata crollò. La chiesa fu ricostruita nel Settecento, e negli anni Cinquanta dell’Ottocento ricevette un nuovo corpo occidentale in stile neoromanico. Nell’Ottocento l’interno fu dipinto con grandi cicli figurativi, in gran parte rimossi durante un restauro negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento per restituire alla chiesa la sua severità romanica. Il duomo è diventato patrimonio dell’umanità nel 1981, tra i primi siti tedeschi. Ha un significato anche per la Svezia: costruttori renani e lombardi portarono il suo linguaggio formale alla cattedrale di Lund, dove l’abside e la galleria nana seguono chiaramente il modello di Spira.