Marcel Duchamp

Il capostipite dell'arte concettuale.
Duchamp abbandonò la pittura ed espose oggetti d'uso quotidiano, i readymade. Spostò l'arte dall'occhio al pensiero.
Marcel Duchamp nacque nel 1887 a Blainville-Crevon, in Normandia, in una famiglia in cui diversi figli divennero artisti, tra cui i fratelli Jacques Villon e Raymond Duchamp-Villon. Esordì come pittore a Parigi e sperimentò in rapida successione impressionismo, fauvismo e cubismo.
Nudo che scende le scale n. 2 del 1912 mostra una figura dissolta nel movimento, come una serie di fotografie sovrapposte. I cubisti di Parigi non vollero esporlo nella loro mostra. All'Armory Show di New York del 1913 divenne invece uno scandalo e una sensazione. Il dipinto si trova oggi al Philadelphia Museum of Art, che possiede la più grande collezione di Duchamp al mondo.
Poco dopo Duchamp si stancò di quella che chiamava arte «retinica», cioè un'arte solo per l'occhio. Nel 1913 montò una ruota di bicicletta su uno sgabello e presto cominciò a scegliere oggetti prodotti in serie chiamandoli readymade. Il più famoso è Fontana del 1917, un orinatoio firmato R. Mutt e rifiutato da una mostra di New York. L'originale andò perduto e gli esemplari oggi nei musei sono repliche di anni successivi. Il punto era che la scelta e l'idea dell'artista possono contare più del mestiere.
La sua opera principale è La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche, detta Il Grande Vetro, a cui lavorò dal 1915 al 1923. È un'enigmatica macchina di colore, piombo e polvere tra due lastre di vetro. Una replica svedese eseguita da Ulf Linde e firmata da Duchamp si trova al Moderna Museet. Giocava con le parole e le identità e si fece fotografare nei panni del suo alter ego femminile Rrose Sélavy.
Per lunghi periodi si dedicò soprattutto agli scacchi, lasciando credere di aver smesso con l'arte. In segreto però costruì l'installazione Étant donnés, resa nota solo dopo la sua morte nel 1968. Duchamp divenne cittadino statunitense nel 1955. Le sue idee ebbero un'influenza enorme dagli anni Cinquanta in poi sulla pop art, sull'arte concettuale e sull'installazione, e oggi è considerato uno degli artisti più importanti del Novecento.